«Arte e tecnologia ci salveranno»

Nel Living Lab promosso dal Comune due progetti con un festival teatrale e una piattaforma digitale

SASSARI. Restituire la sua anima al centro storico e raccontare ai sassaresi la loro città come forse non l’avevano mai vista. Arte, cultura, tecnologia e inclusione che si fondono nei due progetti “Porte e quartieri” e “Una piattaforma digitale della cultura” premiati dal Comune nell’ambito Living Lab, l’ultimo step degli investimenti territoriali integrati (lo strumento a supporto dell’attuazione dell’Agenda Urbana Ue 2014-2020). I progetti premiati erano nove, questi due (rispettivamente primo e settimo in graduatoria) hanno l’ambizione «di restituire attraverso un festival teatrale un’identità alla città e al centro storico, che adesso troppo spesso viene identificato dai sassaresi con immagini di degrado» dice Enrico Fancellu, ideatore di “Porte e quartieri”. Mentre la piattaforma digitale messa a punto da Alberto Lubino diventerà uno strumento di promozione dell’intera città.

Location e produzioni. Il Festival “Porte e quartieri” si terrà in tre location significative di Sassari, che ospiteranno altrettante produzioni originali costruite per raccontare tre momenti fondamentali della storia di Sassari. «Produzioni originali significa che non si tratterà di storytelling, ma di opere teatrali che racconteranno quei momenti storici con gli occhi dei sassaresi. In pratica, cercheremo di portare in scena momenti di vita sassarese vissuti durante quegli avvenimenti« aggiunge Mario Lubino, presidente della Compagnia Teatro Sassari, che si occuperà delle rappresentazioni. Le opere verranno portate in scena a Pozzo di Villa, cioè il luogo dove si presume che Sassari sia stata fondata, in un punto del Corso Vittorio Emanuele e la terza in un interno di un’abitazione durante la rivolta guidata da Francesco Cilocco. L’allestimento di queste tre location e la realizzazione delle opere coinvolgerà le più importanti istituzioni artistiche e culturali della città, a partire dall’Accademia di Belle Arti e dal Conservatorio. Entrambi i progetti, inoltre, hanno scelto di avere come partner l’associazione Access, nata per rivitalizzare il centro storico e che riunisce le maggiori istituzioni culturali e gli operatori del mondo dello spettacolo che operano al centro.

Tempistica e promozione. L’idea è quella di creare un mese di eventi continui a luglio, quasi per fare da apripista ai Candelieri, e farlo per dieci anni. Difficilmente si partirà quest’anno, sia per i problemi legati all’emergenza sanitaria (si tratta comunque di eventi che prevedono assembramenti e inoltre parlare di discesa dei Candelieri adesso è prematuro), sia per la complessità degli allestimenti che prevedono una parte materiale (una delle idee, per esempio, è ricostruire il vecchio Corso) e una tecnologica e digitale. La piattaforma digitale spazierà su vari settori: dalla promozione alla comunicazione, fino al finanziamento attraverso un crowfunding che eliminerà la biglietteria, elemento molto complicato da gestire per diversi motivi. Così ai sassaresi invece del biglietto, verrà chiesto di contribuire tramite crowfunding alla realizzazione del progetto.

Il Living Lab. Si tratta , come detto, della parte conclusiva dell’innovativo programma messo in campo dal Comune per rivitalizzare il centro storico. Gli investimenti sono stati edeclinati in un percorso in quattro fasi: mappatura dei bisogni, creazione di partnership tra pubblico, enti del terzo settore e privati, “call to Action” con la selezione delle idee più innovative e di impatto e infine la “sperimentazione aperta” chiamata Living Lab.

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