Aggredì Mario Bruno sconterà tre anni e mezzo

L’ex sindaco di Alghero era stato afferrato al collo e salvato da un rugbista  Il responsabile è stato dichiarato parzialmente incapace di intendere e volere

SASSARI. A metà giugno dello scorso anno aveva aggredito l’ex sindaco di Alghero in pieno centro e solo l’intervento provvidenziale di un passante aveva evitato la tragedia. Ieri mattina il responsabile della brutale aggressione è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione più ottocento euro di multa e scontata la pena dovrà trascorrere un altro anno in una casa di cura per malati psichiatrici.

La pena che il giudice dell’udienza preliminare Antonello Spanu ha inflitto ieri mattina al 45enne algherese che a metà giugno dello scorso anno aveva tentato di strangolare nel centro della città catalana l’ex primo cittadino e poi gli aveva portato via le chiavi della macchina, ha tenuto conto della perizia effettuata dalla psichiatra Claudia Granieri.

Il perito nominato dal tribunale aveva stabilito che nel 45enne era «grandemente scemata la capacità di intendere e di volere». Il giudice lo ha inoltre interdetto dai pubblici uffici per cinque anni.

Il 16 giugno scorso Mario Bruno era stato colto di sorpresa mentre si era fermato in via Cagliari, nel centro di Alghero, per salutare alcuni conoscenti. Il 45enne gli si era avvicinato con la scusa di un saluto, aveva fatto finta di abbracciarlo e poi aveva tentato di strangolarlo. L’intervento provvidenziale dell’ex rugbista Paco Ogert gli aveva salvato la vita. L’uomo poi si era allontanato con le chiavi dell’auto dell’ex sindaco sottratte durante l’aggressione. Per questo motivo oltre all’accusa di lesioni aggravate ha dovuto difendersi anche da quella di rapina. Rintracciato il giorno successivo e accompagnato al pronto soccorso di Sassari, era fuggito e si era riparato all’interno di una proprietà privata nelle campagne di Olmedo. Non era però la prima volta che l’uomo stringeva le mani intorno al collo di qualcuno e tentava di strangolarlo. Due mesi prima dell’aggressione a Mario Bruno aveva fatto lo stesso con l’ospite di un bed and breakfast del centro di Alghero in cui era alloggiato da fine marzo, quando era stato scarcerato dal carcere di Uta, dove aveva scontato una condanna di tre anni. Nella struttura ricettiva era riuscito a ottenere una stanza e per qualche tempo aveva convissuto pacificamente con un altro ospite. Tutto era filato liscio fino a un giorno di fine aprile, quando era stato colto da un raptus e aveva tentato di strangolare la persona che viveva sotto il suo stesso tetto. L’arrivo dei proprietari del bed and breakfast e subito dopo quello degli agenti del commissariato di polizia di Alghero era stato provvidenziale. La vittima dell’aggressione era stata accompagnata al pronto soccorso e i medici l’avevano giudicata guaribile in venti giorni. Prima dell’arresto di giugno l’uomo aveva cambiato bersaglio e si era accanito contro i titolari del b&b di cui era ospite, costretti a cercarsi un altro alloggio per paura di ritorsioni e violenze.

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