Un “Contratto di fiume” per la valle del Coghinas

Carciofaie allagate: ieri a un incontro organizzato dal Consorzio di bonifica Stangoni: «Dobbiamo cominciare a prevenire i danni, basta coi ristori tardivi»

VALLEDORIA. «Lo studio e la mappatura delle criticità, lo studio del sistema nel suo complesso per programmare azioni nell'immediato futuro, la valutazione di un'azione sinergica che coinvolga tutti i soggetti pubblici con la creazione di un tavolo tecnico permanente e la sensibilizzazione e la formazione dei soggetti privati per una corretta gestione del territorio e dei fondi agricoli». Erano questi i punti fondamentali all'ordine del giorno dell'assemblea che si è svolta ieri mattina organizzata dal Consorzio di Bonfica del Nord Sardegna e che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Provincia, dei Comuni della bassa valle del Coghinas (Valledoria, Santa Maria Coghinas, Viddalba e Badesi), di Abbanoa, e del Genio Civile.

Al centro dell'incontro ( aperto dal sindaco di Valledoria Marco Muretti) i problemi che ciclicamente interessano la bassa valle del Coghinas, territorio che negli ultimi due mesi, a causa della abbondanti e incessanti precipitazioni, ha visto trasformati 1.000 ettari di aree agricole, prevalentemente vocate alla coltivazione del carciofo, in paludi. La riunione appunto, si è chiusa con l'accoglimento delle proposte presentate per affrontare le gravi problematiche emerse a causa delle abbondanti piogge degli ultimi due mesi. Lo strumento giuridico che verrà adottato per la salvaguardia della piana del Coghinas sarà il “Contratto di Fiume”, che avrà il compito specifico di attuare gli obiettivi che si sono prefissati gli enti presenti alla riunione di Valledoria. «Per salvaguardare il nostro territorio da catastrofi naturali sempre più frequenti, è ora di invertire la logica d'intervento dato che fino a questo momento si è sempre intervenuti a posteriori, dopo che il danno era fatto – ha spiegato il presidente del Consorzio di Bonifica Toni Stangoni –. E lo si è fatto con “ristori” che spesso non sono sufficienti e in più hanno bisogno di un sacco di tempo per essere realizzati. Ora bisogna cominciare a prevenire questi problemi». «Inoltre assistiamo spesso all'intervento dei diversi enti competenti con azioni sganciate l'una dall'altra – aggiunge Stangoni –. Insomma, non c'è mai stato un coordinamento. Da questo tavolo però si deve partire per creare dialogo costante e sinergia. Sinergia che dobbiamo allargare anche agli agricoltori, i quali tramite le associazioni di categoria devono essere i protagonisti primari della manutenzione del suolo. Questa prima riunione è infatti un avvio di dialogo tra enti pubblici che devono mettere sul tavolo tutti i propri ambiti di competenza e lavorare assieme con un unico obiettivo».



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