Istanza del Grig: «A Platamona bisogna ripristinare le dune»

SASSARI. Il danno è fatto, ora bisogna almeno riparare il possibile. Il Grig (Gruppo di intervento giuridico) interviene sulla vicenda della deforestazione selvaggia nella pineta dello stagno di...

SASSARI. Il danno è fatto, ora bisogna almeno riparare il possibile. Il Grig (Gruppo di intervento giuridico) interviene sulla vicenda della deforestazione selvaggia nella pineta dello stagno di Platamona, che ha visto il Corpo forestale mettere sotto sequestro venti ettari di un cantiere cominciato con tutte le autorizzazioni del caso e degenerato poi in un vero e proprio scempio ambientale che ha fatto gridare allo scandalo tantissimi cittadini.

«L’area sotto sequestro preventivo risulta estesa circa 20 ettari, entro la proprietà di complessivi 274 ettari della società di gestione immobiliare Accademia SGR (Gruppo Banca del Sempione) – dice il Grig, dopo aver ricordato la vicenda –. C’è, comunque, qualcosa che le amministrazioni pubbliche competenti (Ministero per i beni e attività culturali e il turismo, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Sorso) possono fare fin da subito per cercare di riparare il pesante danno ambientale: ordinare il ripristino ambientale a carico e spese dei trasgressori (art. 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.)». Il Grig ha, pertanto, inoltrato ieri una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione dei provvedimenti di ripristino ambientale alle amministrazioni pubbliche competenti, alla polizia giudiziaria e, per competenza, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari.

«Oltre 38 mila cittadini hanno già sottoscritto la petizione per la salvaguardia delle coste sarde, per il mantenimento dei vincoli di inedificabilità costieri, i vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale – aggiunge la nota firmata da Stefano Deliperi –. Migliaia e migliaia di cittadini chiedono a gran voce una scelta di salvaguardia ambientale, una scelta per preservare il futuro, una scelta di civiltà. Una scelta di civiltà come il ripristino ambientale da realizzare a Platamona».



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