La Nuova Sardegna

Sassari

«Così volevo salvare la società»

di Nadia Cossu
«Così volevo salvare la società»

Passaggio delle quote Torres, l’ex presidente Piraino: gli accordi del 2016 con Baeli per pagare i debiti

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Ha parlato per quaranta minuti davanti al gup Antonello Spanu per raccontare l’antefatto di ciò che accadde il 30 novembre del 2016 nella sede della Torres e che lo ha portato in un’aula di tribunale con l’accusa di concorso in tentata estorsione e rapina.

Ieri mattina Daniele Piraino, 59 anni, originario di Palermo ma residente a Castelsardo, presidente della Torres calcio nel 2016, ha cominciato a spiegare (continuerà nella prossima udienza a marzo) la sua posizione in tutta questa vicenda che coinvolge anche il vice presidente in carica Antonio Carboni, sassarese di 47 anni e l’ex segretaria della società rossoblù Rita Marras, sassarese di 53 anni.

L’inchiesta era partita dopo la denuncia dell’imprenditore romano Andrea Baeli che aveva raccontato alla polizia di essere stato aggredito e costretto da un gruppo di tifosi rossoblù a stracciare gli accordi firmati con Daniele Piraino all’interno della sede della società sassarese il 30 novembre di cinque anni fa. Inizialmente era finito tra gli indagati anche l’attuale presidente Salvatore Sechi. Ma la sua posizione è stata archiviata.

Piraino – che secondo l’accusa avrebbe attirato Baeli in una trappola fomentando il gruppo di tifosi che misero spalle al muro l’imprenditore romano e gli portarono via il cellulare – ha raccontato al giudice come si arrivò a quel giorno. Partendo dal momento in cui decise di rilevare la Torres da Domenico Capitani. «Volevo fare il salto dalle giovanili e prendere la prima squadra». Quindi gli accordi con il presidente e la prima riunione a Latina dove, insieme a Capitani, era presente proprio Baeli. «Lo conobbi quel giorno».

E lì sarebbero cominciati i guai. Perché Piraino ha raccontato al giudice di aver scoperto, ad accordi già fatti, che un credito non era veritiero e che i debiti della società erano ben più “pesanti” di quanto a lui era stato riferito. «Quelli col fisco erano di 400mila euro e non di 200mila e in più c’era un ulteriore debito con la lega Pro di altri 200mila euro. Tra l’altro avevo chiesto a Capitani di consegnarmi tutta la documentazione relativa al bilancio, lui disse di averla spedita ma io non la ricevetti mai».

Stando così la situazione, Piraino decide di presentare un esposto in Procura. Intanto la Torres sprofondava sempre più, non c’erano più soldi per pagare le trasferte né i conti dell’albergo dove era stata allestita la foresteria dei giocatori. In un quadro così disastroso il neo presidente si rivolge a un socio di minoranza «che prima si offre di aiutarmi ma poi si rende conto di non farcela e mi fa il nome di Baeli, ricordandomi del famoso incontro avuto a Latina». Piraino prende il treno e va a Roma, incontra l’imprenditore «che mi dice di essere interessato ma di volere un patto di opzione che gli avrebbe consentito di acquistare il controllo della società». Piraino ci pensa un attimo: «Gli chiesi cosa sarebbe rimasto a me. Mi prospettò il pagamento dei debiti, mi garantì che non mi avrebbe estromesso completamente dalla gestione e che avrei potuto tornare a occuparmi anche della scuola calcio. Accettai e stipulammo l’opzione». Baeli paga effettivamente alcuni debiti ma non il conto della foresteria sostenendo che le spese recenti non rientrassero negli accordi. Il direttore dell’albergo mette per strada la squadra.

La tifoseria è in subbuglio, qualcuno è sicuro che Andrea Baeli sia un prestanome di Capitani e che quest’ultimo sarebbe intenzionato a riprendere la società. E nel caos più totale si arriva all’incontro-scontro del 30 novembre che sarà argomento della prossima udienza. «Cosa ne ebbi io dal rapporto con Baeli? – ha detto ieri Piraino – Solo guai, rimasi col cerino in mano come un demente. Sono stato protestato e ho persino perso l’occasione della scuola calcio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative