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Sassari

Annegò dentro la sua auto il pm fa cadere le accuse

di Luca Fiori
Annegò dentro la sua auto il pm fa cadere le accuse

Castelsardo, Blagoje Milanovic a ottobre di quattro anni fa era caduto nel porto  Chiesto il proscioglimento per comandante e responsabile della gestione

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CASTELSARDO. Sono cadute le accuse per Giuseppe Borzachiello, 51 anni, originario di Napoli ma residente a Selargius, comandante del porto di Castelsardo, e Leonardo Pattarino, 61enne di Castelsardo, legale rappresentante della “Cigno srl”, la società concessionaria della gestione del porto, finiti nel registro degli indagati per la tragedia avvenuta l’8 ottobre del 2017 nel porto di Castelsardo.

Un uomo, uno slavo di 70 anni, Blagoje Milanovic, era finito in mare con la sua auto ed era morto annegato perché non era riuscito a mettersi in salvo prima che la sua vecchia Punto grigia venisse sommersa dall’acqua. Per quel terribile fatto il gip Carmela Rita Serra aveva disposto l’imputazione coatta nei confronti di Borzachiello e Pattarino, ma ieri mattina il pubblico ministero Enrica Angioni ha chiesto al giudice dell’udienza preliminare il non luogo a procedere. Inizialmente la Procura aveva evidenziato che due non avrebbero provveduto, ciascuno per quanto di propria competenza, a predisporre apposita segnaletica, non avrebbero installato segnali luminosi e transenne o barriere che rendessero facilmente individuabile la banchina, gli avvocati Danilo Mattana, Fabrizio Demurtas (per Borzachiello) e Lorenzo Galisai (per Pattarino) avevano però evidenziato che come gli imputati non fossero titolari di posizioni di garanzia e che nonostante ciò Borzachiello che era il comandante dell’ufficio di Porto Torres avesse scritto al Comune, titolare dell’area e quindi unico responsabile della sicurezza, evidenziando la situazione di pericolo e chiedendo il posizionamento di recinzioni proprio in quel punto. Argomentazioni che evidentemente hanno convinto la Procura che ha chiesto per entrambi il proscioglimento. Il gup Antonello Spanu deciderà il prossimo 30 marzo. A notare l’auto sommersa dall’acqua erano stati due pescatori dilettanti. L’auto era stata recuperata dai vigili del fuoco, intervenuti con i sommozzatori e con una gru, e solo a quel punto era stato possibile identificare la vittima, della quale era stata denunciata la scomparsa nella stessa serata dai familiari. L’uomo si era allontanato dalla zona di Lu Bagnu e non era più tornato. Le indagini avviate dai carabinieri in un primo momento avevano lasciato aperte tutte le ipotesi: l’incidente, un malore improvviso, un gesto volontario. La posizione del corpo all’interno dell’auto – con un piede verso il finestrino – aveva da subito fatto pensare a un disperato tentativo di sfondare il vetro. Ma purtroppo non c’era riuscito, l’uomo era morto intrappolato nell’abitacolo, senza che nessuno potesse rendersi conto della tragedia che si stava consumando.

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