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Lite tra fratello e sorelle, il pm chiede la condanna dell’uomo
NULVI. Una lite in famiglia un po’ più movimentata del solito. Strascichi di tensioni tra fratello e sorelle per questioni legate a eredità e soldi non equamente divisi che più di una volta avevano...
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NULVI. Una lite in famiglia un po’ più movimentata del solito. Strascichi di tensioni tra fratello e sorelle per questioni legate a eredità e soldi non equamente divisi che più di una volta avevano creato malumori tra le mura domestiche di un’abitazione di Nulvi. E che alla fine sono però degenerate facendo finire lui, l’uomo di casa, davanti ai giudici di Sassari con le accuse di maltrattamenti in famiglia e minaccia.
I fatti risalgono al 2013 quando l’uomo secondo la Procura – così come contestato nella richiesta di rinvio a giudizio – avrebbe «anche in stato di ebbrezza alcolica, con percosse, minacce di morte e continue richieste di denaro, maltrattato le sorelle con lui conviventi». Lui si è sempre difeso negando di aver mai aggredito le sorelle e raccontando un’altra versione dei fatti, e cioè che le due donne si sarebbero spartite i soldi della loro madre invalida senza consegnare al fratello la parte che gli sarebbe spettata. Nonostante anche lui se ne prendesse cura.
L’imputato avrebbe anche «minacciandole di morte e percuotendole – scrive il pm – costretto le sorelle a consegnargli 250 e 300 euro». La sua posizione si sarebbe aggravata ulteriormente in un’occasione in cui «impugnando un coltello da cucina, avrebbe minacciato di morte una delle due sorelle».
Il pubblico ministero Mario Leo, al termine della discussione davanti al collegio presieduto da Mauro Pusceddu (a latere Giulia Tronci e Sergio De Luca), ha chiesto la condanna dell’imputato a un anno e quattro mesi. Mentre l’avvocato difensore Bastianino Ventura nella sua arringa ha ridimensionato tutte le accuse nei confronti del proprio assistito spiegando che le tensioni andavano inserite in un quadro familiare all’interno del quale l’uomo veniva in qualche modo “emarginato” dalle sorelle.
Ed escludendo che l’imputato avesse mai maltrattato le donne ne ha chiesto l’assoluzione. Il processo è stato aggiornato a fine febbraio per la sentenza.
Na.Co.
I fatti risalgono al 2013 quando l’uomo secondo la Procura – così come contestato nella richiesta di rinvio a giudizio – avrebbe «anche in stato di ebbrezza alcolica, con percosse, minacce di morte e continue richieste di denaro, maltrattato le sorelle con lui conviventi». Lui si è sempre difeso negando di aver mai aggredito le sorelle e raccontando un’altra versione dei fatti, e cioè che le due donne si sarebbero spartite i soldi della loro madre invalida senza consegnare al fratello la parte che gli sarebbe spettata. Nonostante anche lui se ne prendesse cura.
L’imputato avrebbe anche «minacciandole di morte e percuotendole – scrive il pm – costretto le sorelle a consegnargli 250 e 300 euro». La sua posizione si sarebbe aggravata ulteriormente in un’occasione in cui «impugnando un coltello da cucina, avrebbe minacciato di morte una delle due sorelle».
Il pubblico ministero Mario Leo, al termine della discussione davanti al collegio presieduto da Mauro Pusceddu (a latere Giulia Tronci e Sergio De Luca), ha chiesto la condanna dell’imputato a un anno e quattro mesi. Mentre l’avvocato difensore Bastianino Ventura nella sua arringa ha ridimensionato tutte le accuse nei confronti del proprio assistito spiegando che le tensioni andavano inserite in un quadro familiare all’interno del quale l’uomo veniva in qualche modo “emarginato” dalle sorelle.
Ed escludendo che l’imputato avesse mai maltrattato le donne ne ha chiesto l’assoluzione. Il processo è stato aggiornato a fine febbraio per la sentenza.
Na.Co.
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