La Nuova Sardegna

Sassari

Senz’acqua per una guarnizione rotta

di Paoletta Farina
Senz’acqua per una guarnizione rotta

Enas ha già riparato il guasto: la perdita aveva invaso la statale per Castelsardo. Condotta colabrodo da sostituire

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SASSARI. Solo in dieci giorni sono state due le giornate in cui mezzo Sassarese è rimasto a secco perché nell’acquedotto Enas del Coghinas 2 si è aperta l’ennesima falla. Un incubo che si materializza ancora per la città e gli altri centri coinvolti che, ormai si può dire, hanno la sfortuna di essere collegati con la fatiscente condotta nella quale viene incanalata l’acqua grezza verso i potabilizzatori di Abbanoa. Ieri l’ennesimo giorno di passione per chi non possiede una propria riserva d’acqua e per giunta senza poter tamponare la situazione con anticipo perché Enas ha dovuto comunicare con solo 12 ore d’anticipo che avrebbe chiuso le saracinesche perché la perdita individuata qualche decina di metri dalla statale Sassari-Castelsardo stava invadendo la sede stradale Un’enorme massa d’acqua uscita dalla tubatura perché si è rotta una guarnizione. Un problema che si è verificato altre volte. Con Abbanoa intanto costretta a predisporre in tutta fretta un piano di chiusure per limitare i danni della sospensione dell’erogazione.

Enas è intervenuto rapidamente per sostituire la guarnizione, tanto che le sue squadre hanno dovuto interrompere un lavoro che avevano cominciato al Consorzio industriale di Porto Torres per correre verso Castelsardo, ma è già in allarme perché la condotta potrebbe fare presto altri capricci. Gli “interventi di manutenzione straordinaria” sono parole dietro cui si celano le pessime condizioni della condotta che da Santa Maria Coghinas arriva a Sassari. E considerate le condizioni della rete, anche all’Enas ritengono che i guasti si ripeteranno con sempre maggiore frequenza.

La tubatura del diametro anche di un metro e mezzo si estende per una cinquantina di chilometri, ma nonostante i numerosi rattoppi non regge più. E ogni volta che si apre una falla c’è da augurarsi che con il ritorno della pressione non se ne verifichino altre.

Come mai non si trovi una soluzione definitiva è la domanda che si pongono gli utenti, abbonati a un servizio idrico a singhiozzo, ma per il quale pagano le bollette. Senza acqua non si può stare e ne sanno qualcosa le famiglie, gli esercizi commerciali, le strutture sanitarie, le imprese che con sempre maggiore frequenza sono costrette a gestire l’emergenza. Vasche e bacinelle piene, rifornimenti da autobotti non possono certo diventare una consuetudine.

Ieri, martedì 9 febbraio, l’ultimo disagio, precedentemente era avvenuto il 2 febbraio, senza contare il primo e il 5 dicembre del 2020 quando la condotta era scoppiata in rapida successione.

La Regione, proprio di recente ha previsto un finanziamento di 3 milioni e mezzo per la progettazione di interventi di risanamento nei diversi tratti di condotte degli acquedotti “Coghinas I” e “Coghinas II”, che servono i comuni di Santa Maria Coghinas, Valledoria, Castelsardo, Sorso, Sassari, e Porto Torres. Però quando potranno iniziare i lavori è tutto da vedere.



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