Letti liberi e tregua nelle terapie intensive

Meno pressione del virus sull’ospedale, ma le attività ordinarie ancora vanno a rilento 

SASSARI. Il giorno in cui la Sardegna e Sassari sono piombati in zona arancione, in terapia intensiva c’erano appena 11 pazienti. In questi giorni l’occupazione dei posti letto si è attestata intorno a questi valori, segno che la pressione covid sembra in netto calo. Anche la terapia intensiva covid di Alghero è rimasta a lungo con un solo paziente, e forse si poteva approfittare della tregua per ripristinare le attività standard del civile di Alghero.

La nuova Ti30 appena inaugurata nella stecca bianca delle Cliniche di Sassari, è occupata solo al 40 per cento, e c'è un buon margine di sicurezza che permetterebbe di far riprendere a lavorare gli altri reparti. L’attività ordinaria è ancora molto limitata, soprattutto per quanto riguarda le chirurgie che non hanno ancora il necessario supporto di terapia intensiva (indispensabile per interventi complessi e pazienti a rischio). Inoltre è finalmente partita la struttura prefabbricata nel piazzale del pronto soccorso, ma sta lavorando al minimo dei giri.

La vera novità sarà la realizzazione di un prefabbricato nel piazzale di Malattie infettive. Un progetto già proposto un anno fa, e ora sposato con notevole ritardo. La logica alla base della scelta è semplice: i casi covid dovevano stare più possibile lontano dagli altri circuiti dell'ospedale. Un approdo per quei pazienti che, a casa con tampone positivo e quindi diagnosi già accertata, andavano incontro a peggioramento clinico. Nel caso dovesse verificarsi una terza ondata, quella struttura permetterebbe quindi di evitare l'eccesso di commistione dei pazienti covid + con i no covid, senza il groviglio di percorsi pulito e sporchi che talvolta hanno determinato episodi di contagi. (lu.so.)



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