Sassari, Tiana Tola stroncata da un infarto

L’autopsia disposta dalla Procura ha chiuso il caso: «Morta per cause naturali»

SASSARI. È stato uno scompenso cardiaco dovuto a pregressi e importanti problemi a livello coronarico - accentuati da una situazione di sovrappeso - a causare la morte di Tiana Tola, la campionessa di judo di 60 anni morta lo scorso 2 febbraio nel reparto di Neurologia delle Cliniche Universitarie di San Pietro.

Lo ha stabilito l’esame autoptico eseguito ieri mattina nell’istituto di patologia forense dell’università dal medico legale Salvatore Lorenzoni. Era stato il sostituto procuratore Paolo Piras a mettere sotto sequestro la salma dell’ex atleta e disporre l’autopsia, dopo l’esposto presentato in Procura dai familiari della judoka.

Il figlio 32enne di Tiana Tola, Francesco Ardisson, aveva chiesto alla magistratura, attraverso il legale di famiglia l’avvocato Alessandra Delrio, di accertare se fosse stato fatto tutto il possibile per salvare la vita di sua madre, ricoverata dal 5 gennaio seguito di un’insufficienza respiratoria. Il riscontro diagnostico eseguito ieri ha sciolto gli ultimi dubbi. Nessuna responsabilità da parte del personale sanitario dunque, ma una morte improvvisa dovuta a cause naturali che si sarebbe potuta verificare in qualsiasi momento.

L’ex atleta stava combattendo da tempo contro una miastenia grave, una malattia autoimmune caratterizzata da un’interruzione nella trasmissione dei segnali contrattili tra i nervi e i muscoli.

Dall’inizio dell’anno era ricoverata e i familiari a fine gennaio avevano sperato di riportarla a casa, quando i medici avevano assicurato che sarebbe stata dimessa presto. Il 2 febbraio purtroppo il cuore della sette volte campionessa italiana di judo si è fermato per sempre. La Procura ieri ha restituito la salma ai familiari, i prossimi giorni l’ultimo saluto.

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