la mozione
Uonpia trasferito a San Camillo Il Pd: «Perché non a Rizzeddu?»
SASSARI. Arriva in consiglio comunale il trasferimento della struttura territoriale di neuropsichiatria dell'infanzia e dell’adolescenza, che tante criticità rischia di creare nell’assistenza dei...
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SASSARI. Arriva in consiglio comunale il trasferimento della struttura territoriale di neuropsichiatria dell'infanzia e dell’adolescenza, che tante criticità rischia di creare nell’assistenza dei giovani pazienti, con le famiglie e associazioni da settimane sul piede di guerra. Nella prossima seduta sarà discussa una mozione presentata dal Pd (prima firmataria Carla Fundoni). «Le associazioni e le famiglie – sottolineano i consiglieri Dem – già da tempo stanno ponendo ad Ats e assessorato alla Sanità numerose richieste di intervento rispetto alle criticità che si sono manifestate a seguito del trasloco della postazione cittadina dell’Uonpia da via Oriani a San Camillo, e chiedono chiarimenti in relazione al mancato trasferimento nella Palazzina “I” di Rizzeddu, appena ristrutturata».
L’Uonpia si rivolge ai bambini e agli adolescenti fino ai 18 anni, e svolge un servizio fondamentale per la città di Sassari e per tutto il territorio per quanto riguarda la diagnosi del disturbo dello spettro autistico. «La presa in carico dei piccoli pazienti, e il trasferimento in locali lontani e poco accessibili – sottolinea la mozione – vedrebbe ancora più compromessi e tardivi gli interventi rivolti a soggetti fragili e alle loro famiglie. L’Asl di Sassari aveva bandito i lavori di ristrutturazione della Palazzina I di Rizzeddu per la realizzazione di un asilo aziendale, di cui poi non si è avuta attivazione. E la Ras, con diversi atti, si è espressa a favore del trasferimento dell’Uonpia nella Palazzina I di Rizzeddu modificandone la destinazione d'uso, da “spazi per l'infanzia” a “spazi per la salute neuropsichica dei bambini e degli adolescenti”. Con le successive disposizioni non si è dato seguito a quanto programmato e oggi quegli spazi sono destinati a sede della Centrale unica di risposta».
Nel mentre, a dicembre, il dipartimento per la Salute Mentale, del quale l’Uonpia è parte, ha ingiunto agli operatori sanitari il trasferimento a San Camillo. «Una sede – continuano i consiglieri – poco servita dai mezzi pubblici, lontano dalla città (6 km) che ne renderebbe più difficile la fruizione per una categoria già molto fragile». «Per questo – chiude la mozione – chiediamo al sindaco di mettere in atto le interlocuzione necessarie, affinché la Regione, Ats e l’amministrazione comunale mettano in campo tutte le misure necessarie e trovino le adeguate soluzioni per rispondere alle criticità esposte dalle famiglie, dai ragazzi e dalle associazioni e rendano più efficace un servizio cosi essenziale anche attraverso l’individuazione di una sede più adeguata».
L’Uonpia si rivolge ai bambini e agli adolescenti fino ai 18 anni, e svolge un servizio fondamentale per la città di Sassari e per tutto il territorio per quanto riguarda la diagnosi del disturbo dello spettro autistico. «La presa in carico dei piccoli pazienti, e il trasferimento in locali lontani e poco accessibili – sottolinea la mozione – vedrebbe ancora più compromessi e tardivi gli interventi rivolti a soggetti fragili e alle loro famiglie. L’Asl di Sassari aveva bandito i lavori di ristrutturazione della Palazzina I di Rizzeddu per la realizzazione di un asilo aziendale, di cui poi non si è avuta attivazione. E la Ras, con diversi atti, si è espressa a favore del trasferimento dell’Uonpia nella Palazzina I di Rizzeddu modificandone la destinazione d'uso, da “spazi per l'infanzia” a “spazi per la salute neuropsichica dei bambini e degli adolescenti”. Con le successive disposizioni non si è dato seguito a quanto programmato e oggi quegli spazi sono destinati a sede della Centrale unica di risposta».
Nel mentre, a dicembre, il dipartimento per la Salute Mentale, del quale l’Uonpia è parte, ha ingiunto agli operatori sanitari il trasferimento a San Camillo. «Una sede – continuano i consiglieri – poco servita dai mezzi pubblici, lontano dalla città (6 km) che ne renderebbe più difficile la fruizione per una categoria già molto fragile». «Per questo – chiude la mozione – chiediamo al sindaco di mettere in atto le interlocuzione necessarie, affinché la Regione, Ats e l’amministrazione comunale mettano in campo tutte le misure necessarie e trovino le adeguate soluzioni per rispondere alle criticità esposte dalle famiglie, dai ragazzi e dalle associazioni e rendano più efficace un servizio cosi essenziale anche attraverso l’individuazione di una sede più adeguata».
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