Niente tac e visite: la sanità non Covid ancora non riparte

Per una colonscopia i pazienti vengono dirottati a Cagliari Per molte prestazioni gli elenchi risultano non prenotabili 

SASSARI. La sanità non Covid sembra sia diventata un optional. Le prestazioni specialistiche e ambulatoriali, nel settore pubblico, sono ripartite al ralenti, e tutto quel flusso di visite quotidiane, di accertamenti, di prevenzione è completamente ingolfato. Lo scontrino alla sanità arriverà tra diversi mesi, quando quella valanga di patologie trascurate e non diagnosticate in fase iniziale, si riverserà sugli ospedali in tutta la sua gravità. Solo le strutture private in convenzione hanno ripreso a erogare le prestazioni a pieno regime, ma i budget sono troppo limitati e coprono una minima parte delle richieste.

La cartina di tornasole di questo disastro è, come al solito, il Centro Unico di Prenotazione. Ovvero il filtro tra l’assistenza sanitaria e i cittadini. Se un malato ha bisogno di controllare il proprio stato di salute, le sue esigenze devono fare i conti con le agende del Cup. In questa fase un ampio ventaglio di esami diagnostici e di visite, almeno in provincia di Sassari, è del tutto indisponibile. Basta provare a prenotare una colonscopia, cioè un esame estremamente comune, invasivo e determinante per la diagnosi precoce dei tumori. Il Cup di Sassari è in grado di fissare un appuntamento a breve solo nell’altro capo dell’isola, cioè in una delle cliniche convenzionate di Cagliari, perché nel nord Sardegna è tutto bloccato. Il 9 marzo ci sarebbe una casella libera a Bosa, il 29 marzo a Tempio, dopodiché a giugno a Isili. «Io che ho già affrontato questo tipo di esame – spiega una paziente – so bene che farlo a 300 chilometri di distanza è una follia. Perché per sottoporsi a una procedura così invasiva, occorre una preparazione delicata, fatta due giorni prima, che non ti consente di tollerare dei viaggi di ore. Oltretutto devi presentarti nella struttura con il tampone eseguito e con esito negativo, e anche questa incombenza è difficile da conciliare con una trasferta. Possibile che chi governa la sanità non si metta nei panni di noi pazienti?».

Poi, naturalmente, c’è tutto quel ventaglio di esami critici, da circoletto rosso anche pre pandemia, che con l’emergenza Covid sono completamente saltati. Parliamo di prestazioni classificate come “programmate”, da non svolgere cioè in regime di urgenza (per questa tipologia i tempi di risposta devono essere ben differenti). Ad esempio una Tac completa dell’addome. Il centralinista del Cup al momento non è in grado di assegnare una data, perché il sistema risulta blindato dalla dicitura “In pianificazione”. Significa che ospedali, cliniche e centri privati nel Sassarese non possono mettere a disposizione degli utenti le proprie agende.

Altro esempio: Risonanza magnetica del cervello e del tronco encefalico. Il responso è ancora “Da pianificare”. E ancora: “Visita endocrinologica”. Niente da fare a Sassari, lo status è “in pianificazione”.

Per quanto riguarda invece la visita cardiologica più ecg, il primo posto disponibile è ad Alghero il 14 aprile, poi a Ittiri il 23 aprile e finalmente al Conti il 4 maggio. Tempi lunghi anche per le visite oculistiche, tutto bloccato per le solite mammografie. C’è ancora una larga fetta di arretrato da recuperare, ovvero le visite fissate e saltate durante la fase critica della pandemia. Ma la sanità pubblica, al momento, sembra molto lontano dal volersi rimettere al passo.

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