Niente spazi per gli artigiani la protesta arriva in consiglio

SASSARI. Una richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale firmata da tutto il centrosinistra. E una petizione partita in questi giorni tra gli “artigiani alimentati” della città che sta...

SASSARI. Una richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale firmata da tutto il centrosinistra. E una petizione partita in questi giorni tra gli “artigiani alimentati” della città che sta raccogliendo firme i tutte le categorie del commercio. Oggetto del contendere l’ordinanza numero 2 formata dal sindaco Campus l’8 gennaio 2021 sulle le misure a sostegno degli esercizi pubblici per l’emergenza Covid. Che da una parte proroga fino al 31 marzo la possibilità per bar e ristoranti di ampliare lo spazio di suolo pubblico occupato con tavolini e dehors, dall’altra lo blocca per i locali di vendita al dettaglio e artigianali, bloccando i rinnovi delle concessioni e vietandone di nuove. Il tutto nelle more di una revisione complessiva del regolamento, che tarda però ad arrivare.

In realtà la possibilità per verdurai, gelatai e artigiani di esporre la loro merce fuori dai negozi era già sotto esame in epoca precovid. Con il sindaco intenzionato a rimettere le mani nelle “bancarelle” fuori dai negozi, da lui giudicate caotiche, spesso ingombranti e poco rispettose delle norme sanitarie. Ma, con l’emergenza sanitaria, le concessioni 2020 (che erano state rilasciare per 3 mesi) erano state rinnovate di ordinanza in ordinanza. Poi lo stop dell’8 gennaio.

Da qui la richiesta di portare il problema in consiglio: «Non si capisce per quale motivo – attacca Lello Panu di Italia in Comune – il sindaco attraverso delle ordinanze ostacola lo svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e le attività artigianali, già duramente provate. Il regolamento 2018 era stato condiviso con le associazioni di categoria e con le attività commerciali, frutto di un lavoro in sinergia con tutti gli stakeolder, altrettanto non si può dire delle sue prese di posizione». «Il settore del commercio ha bisogno di regole certe – gli fa eco Fabio Pinna del Pd – soprattutto in un periodo drammatico come questo. Quello che chiediamo è di tornare al regolamento del 2018 nelle more di una revisione che deve essere chiara e partecipata».



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