«E io vado ad allenarmi in campagna»
Un istruttore ha riavviato la sua palestra nel porticato di una villetta di famiglia
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OZIERI. Tenersi in forma in tempi di Covid19 è possibile, e anche a Ozieri c’è chi è riuscito a realizzare una palestra all’aria aperta. Lo ha fatto Nicola Fenu, titolare e istruttore del Fanatik Club, che negli spazi all’aperto di una villetta di proprietà della sua famiglia ha creato una palestra vera e propria trasportando attrezzature e organizzando lo spazio, i turni e le sanificazioni secondo i protocolli Acsi basati sui decreti nazionali.
La palestra all’aperto del Fanatik si trova nella casa progettata anni fa da un prozio di Nicola, l’ingegnere Fausto Cadoni, in località Rughes d’Olia. Una location suggestiva e con un panorama mozzafiato, dove attualmente si allenano una quindicina di iscritti in due turni (il primo dalle 16 alle 17 e il secondo di seguito dopo le sanificazioni) lunedì, mercoledì e venerdì. Numeri che sono destinati a crescere, perché le richieste ci sono, sia da parte di clienti abituali del Fanatik sia di quelli di altre palestre, ed è già in programma un terzo turno, favorito anche dalle giornate che si allungano e dal bel tempo in arrivo. Tanto che, come racconta Nicola, qualcuno già ha detto «facciamolo sempre così». «Dopo mesi di chiusure – racconta Nicola Fenu – era ora di finirla con allenamenti improvvisati con bottiglie e manici di scopa, senza l’assistenza di un istruttore e con il rischio di farsi male. L’idea della palestra all’aperto era nell’aria da qualche tempo, ma abbiamo aspettato le belle giornate per attuarla, anche se l’area di allenamento è protetta dalla tettoia che oltretutto è perfettamente illuminata. Sono contento, ma chiaramente spero che io e i miei colleghi potremo tornare al più presto a lavorare normalmente».
Dopo il lockdown della scorsa primavera, al quale sono seguite riaperture con - doverosi - limiti di orari e presenze, è dalla fine di ottobre che tutte le palestre sono nuovamente chiuse. Solo pochi sono riusciti a organizzarsi all’aperto, e con ingenti spese. I ristori sono stati pochi, e anche chi è riuscito a lavorare online non è soddisfatto. «Io sono stato fortunato – dice Nicola –perché i locali della Fanatik sono di proprietà e ho risparmiato sull’affitto a differenza di altri colleghi. I ristori sono arrivati dai fondi stanziati per le Asd e per le partite Iva, ma sono bastati appena per le spese delle tasse fisse. Speriamo che arrivino presto tempi migliori, anche perché tenersi in forma è fondamentale soprattutto con una pandemia in corso». (b.m.)
La palestra all’aperto del Fanatik si trova nella casa progettata anni fa da un prozio di Nicola, l’ingegnere Fausto Cadoni, in località Rughes d’Olia. Una location suggestiva e con un panorama mozzafiato, dove attualmente si allenano una quindicina di iscritti in due turni (il primo dalle 16 alle 17 e il secondo di seguito dopo le sanificazioni) lunedì, mercoledì e venerdì. Numeri che sono destinati a crescere, perché le richieste ci sono, sia da parte di clienti abituali del Fanatik sia di quelli di altre palestre, ed è già in programma un terzo turno, favorito anche dalle giornate che si allungano e dal bel tempo in arrivo. Tanto che, come racconta Nicola, qualcuno già ha detto «facciamolo sempre così». «Dopo mesi di chiusure – racconta Nicola Fenu – era ora di finirla con allenamenti improvvisati con bottiglie e manici di scopa, senza l’assistenza di un istruttore e con il rischio di farsi male. L’idea della palestra all’aperto era nell’aria da qualche tempo, ma abbiamo aspettato le belle giornate per attuarla, anche se l’area di allenamento è protetta dalla tettoia che oltretutto è perfettamente illuminata. Sono contento, ma chiaramente spero che io e i miei colleghi potremo tornare al più presto a lavorare normalmente».
Dopo il lockdown della scorsa primavera, al quale sono seguite riaperture con - doverosi - limiti di orari e presenze, è dalla fine di ottobre che tutte le palestre sono nuovamente chiuse. Solo pochi sono riusciti a organizzarsi all’aperto, e con ingenti spese. I ristori sono stati pochi, e anche chi è riuscito a lavorare online non è soddisfatto. «Io sono stato fortunato – dice Nicola –perché i locali della Fanatik sono di proprietà e ho risparmiato sull’affitto a differenza di altri colleghi. I ristori sono arrivati dai fondi stanziati per le Asd e per le partite Iva, ma sono bastati appena per le spese delle tasse fisse. Speriamo che arrivino presto tempi migliori, anche perché tenersi in forma è fondamentale soprattutto con una pandemia in corso». (b.m.)
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