Tra “city farm”, animali e laghetti
Il parco lineare prevede il recupero di strutture e attività dimenticate
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SASSARI. Il cuore del progetto di riqualificazione delle Valli è la City Farm. Il concetto di fattoria didattica sociale nasce nel corso del XX secolo, in paesi di cultura anglosassone, per soddisfare l’esigenza di avvicinare al mondo rurale le nuove generazioni. Con questi propositi, in tanti paesi europei nascono e si sviluppano le City farms, o fattorie urbane, nate spesso utilizzando spazi residuali periurbane, cave dismesse o discariche di proprietà pubblica. «Pur non esistendo nelle valli aziende con attività agricola o di allevamento – spiegano i consiglieri Pd – esiste nella parte alta della Valle, la condizione ambientale ideale per creare la City Farm. Questa prima area ruota attorno al recupero e integrazione della vecchia “Casa del pastore” dove è prevista la presenza di piccoli animali, mentre in corrispondenza del “Vecchio Mulino” (restaurato con funzione di accoglienza e supporto all’attività didattica) è prevista, fuori dall’area di rischio idraulico, la realizzazione di un piccolo bacino idrico necessario alla provvista e regimazione dell’acqua in prossimità di una delle sorgenti presenti. L’area di maggior pregio della City Farm – continuano – è quella intorno a Villa Giuseppina, arricchita dall’esistente frutteto storico. Villa Giuseppina, assieme a villa Pusino ed il mulino De Nurchis, è l’edificio più significativo presente nel Parco e potrebbe diventare una struttura di ristoro, anche affidato ad una gestione esterna». «Spazio poi , visti gli ampi spazi scoperti e gli immobili presenti, a un’area come rifugio “attrezzato” per il ricovero di animali d’affezione in struttura che, in ipotesi, potrebbe essere gestita da selezionate associazioni che si curano di cani e gatti abbandonati e che possano creare momenti di incontro fra animale e uomo (adulti, bambini o anziani), adozioni a distanza o anche lo stallo nei periodi che precedono l’adozione». (g.bua)
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