la protesta
Palestre chiuse e senza sostegni
Il Covid ha messo al tappeto lo sport e non si vedono spiragli
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PORTO TORRES. In era precovid, come anche ora in piena pandemia, il richiamo allo sport quale fattore alla base di una buona salute psicofisica rimane fortissimo. Eppure, proprio lo sport è uno dei settori più martoriati dalle restrizioni conseguenti al Covid . Emblematico il caso delle palestre, chiuse dal 24 ottobre. «Dopo il primo lockdown, alla riapertura c’era una trentina di atleti. Non come in epoca precovid, ma c’era stata una ripresa», spiega Francesco Grezza di Legacy. «Abbiamo riaperto con tutte le restrizioni e protocolli, ma coi numeri bassi tipici dell'estate e facendo attività all’aperto», gli fanno eco Antonello Daino di Happy Fitness e Gabriela Luridiana di APD Wellsport per la quale «non c’è una logica sul perché si sia chiusi».
«All’inizio c'era un po’ d'incertezza, poi col calo dei contagi la gente era rientrata, fino alla mazzata di ottobre. Ora si fa qualcosa all'aperto per gentile concessione del liceo sportivo», dice Mauro Saiglia di XL Center. «La gente non va a rinchiudersi in palestra in estate, ma a settembre eravamo ripartiti bene», conferma Domenico Usai di Fitness House. Per quanto riguarda gli aiuti, Francesco Grezza, Gabriela Luridiana e Mauro Saiglia affermano di averli ricevuti fino a dicembre col precedente governo, poi più nulla. Antonello Daino rivela come essi «siano giunti fino a dicembre col contributo per gli affitti e qualcosa dalla Figc per l’attività agonistica», mentre Domenico Usai spiega: «Nel primo lockdown non ho ricevuto nulla, nel secondo si fronteggiano le spese col credito d’imposta sugli affitti e poco altro. Le palestre che sopravvivranno saranno le ultime attività a ripartire». (e.f.)
«All’inizio c'era un po’ d'incertezza, poi col calo dei contagi la gente era rientrata, fino alla mazzata di ottobre. Ora si fa qualcosa all'aperto per gentile concessione del liceo sportivo», dice Mauro Saiglia di XL Center. «La gente non va a rinchiudersi in palestra in estate, ma a settembre eravamo ripartiti bene», conferma Domenico Usai di Fitness House. Per quanto riguarda gli aiuti, Francesco Grezza, Gabriela Luridiana e Mauro Saiglia affermano di averli ricevuti fino a dicembre col precedente governo, poi più nulla. Antonello Daino rivela come essi «siano giunti fino a dicembre col contributo per gli affitti e qualcosa dalla Figc per l’attività agonistica», mentre Domenico Usai spiega: «Nel primo lockdown non ho ricevuto nulla, nel secondo si fronteggiano le spese col credito d’imposta sugli affitti e poco altro. Le palestre che sopravvivranno saranno le ultime attività a ripartire». (e.f.)
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