Covid, a Porto Torres cinque ore in fila per il vaccino

La lunga attesa degli ultra ottantenni: le fiale sono arrivate in città solo nella tarda mattinata

PORTO TORRES. Puntuali e ordinati, rispettosi delle regole. Come sempre. Gli anziani sono fatti così, ma non avevano fatto i conti con la burocrazia e i tempi di un sistema che continua a procedere a rilento. Hanno dovuto attendere circa cinque ore gli ultraottantenni di Porto Torres che ieri mattina dovevano ricevere la prima dose del vaccino anti-Covid. In fila, assistiti dai volontari e dalla Protezione civile, ospitati sotto le tende, nelle sedie o nella sala, distanziati nelle poltroncine. Arrivano, ma nessuno sapeva quando, anche perchè le fiale dovevano essere disponibili a Porto Torres dalla sera prima. Il turno doveva cominciare alle 9.30, ma la prima vaccinazione è stato possibile farla solo alle 14. Dentro e fuori la sala “Filippo Canu” un moltiplicarsi di domande senza risposta, e solo la grande disponibilità dei volontari messi in campo dalla Consulta e dal Cisom – con l’appoggio dell’ambulanza di Campanedda – ha evitato che molti anziani decidessero di tornarsene a casa perché sfiniti e stanchi dall’attesa.

Al centro della sala si è sistemata anche la centenaria Antonina Arru, accompagnata dalla figlia Gavina, che alle 14, finalmente, è stata la prima a essere vaccinata. Una presenza discreta la sua, coccolata dalla figlia e dai volontari che hanno fatto la spola per tranquillizzare tutti i presenti. Per rendere meno estenuante la lunga mattinata sono arrivati dell’acqua e del cibo, su iniziativa personale dell’assessore Daniele Amato, mentre il medico in pensione Giovanni Manca, tra i sostenitori principali dell’iniziativa vaccinale, ha interloquito costantemente con gli enti per capire il perché del forte ritardo nella consegna dei vaccini. L’equipe dei sanitari è arrivata a Porto Torres intorno alle 13,30 e poco dopo sono comparsi, finalmente, i vaccini: solo 60, però, rispetto ai 100 che erano attesi. Le altre 40 dosi sono invece arrivate alle 16,30 nella sala Canu, attraverso il coordinatore delle attività inerenti all’emergenza pandemica del Sars-Cov-2 per la zona nord della Sardegna, Marco Guido. Alla fine sono stati 102 gli ultraottantenni che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (732 il totale dei vaccinati finora), con l’auspico che la campagna per mettere in sicurezze le “memorie” cittadine prosegua senza più intoppi oggi e domani.

«Il disservizio di oggi è stato inaspettato e ha creato pesanti disagi – dice il sindaco Massimo Mulas – e sono comunque rimasto colpito dalla pazienza con cui gli utenti ultraottantenni hanno affrontato l'imprevisto: una bella lezione in tempi in cui ci si scalda facilmente. Un ringraziamento speciale va ai volontari che ci stanno aiutando – aggiunge – (Consulta del Volontariato, Cisom, scout e Avis di Campanedda), perchè hanno cambiato in corsa i loro programmi, sostenendo gli anziani e rimanendo anche di pomeriggio. Così come il personale Ats, che si è trovato suo malgrado a gestire una situazione di cui non aveva colpa». Per il sindaco è stata una giornata lunga e difficile, ma alla fine lo spirito di collaborazione ha prevalso sulla rabbia e sulla delusione. «Ci auguriamo di cuore che ora tutto fili liscio e ordinato come nelle prime sette giornate di vaccinazione». Mancano ancor diversi numeri di telefono, senza i quali non è possibile contattare tutti gli ottantenni. «Faccio appello ai familiari – dice Giovanni Manca –, affinchè comunichino i numeri direttamente presso la sala F Canu o telefonando allo 079 514551». Il prossimo passo sarà quello delle vaccinazioni degli ottantenni allettati e non deambulanti, direttamente nei loro domicili, che verranno effettuate dal personale dell’Ats.

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