L’anno nero del trasporto turisti

Antonello Garau (Sardabus): «Perso più dell’80% del fatturato» 

PORTO TORRES. «È stato un anno tremendo. Da vent'anni, da quando faccio questo lavoro, mai era capitato nulla di simile. Si sono avverati gli incubi peggiori. Ma grazie a un titolare serio e a un'azienda solida, si sta fronteggiando l'impensabile». A parlare è Antonello Garau, responsabile turismo della Sardabus, impresa con una trentina di dipendenti tra amministrativi, autisti e altre figure.

La Sardabus opera fondamentalmente in due settori: il trasporto pubblico locale e quello turistico. «Nel Tpl non abbiamo mai smesso di erogare i servizi, a parte le linee scolastiche», spiega Antonello Garau per proseguire: «Diverso è invece il discorso sul settore turistico. In questo caso si è perso tra l'80 e il 90% del fatturato sui servizi svolti rispetto al 2019».

La Sardabus ha dovuto rinunciare al turismo scolastico, a quello sportivo – sardi in partenza per le trasferte e continentali che arrivano nell’isola e si muovono verso le strutture ricettive e sportive –, in estate a gran parte dei turisti stranieri ed italiani. Da ottobre e in inverno sono inoltre mancate le fiere sarde, le Cortes Apertas in particolare, ed i tour dei sardi verso l'estero. Ma nonostante ciò, il responsabile turismo della Sardabus può affermare: «Tutti abbiamo usufruito della cassa integrazione e c'è chi ne usufruisce ancora. Soprattutto, l’amministratore Luca Soro ha anticipato sempre a tutti quanto dovuto e non ha mai fatto mancare nulla a nessuno».

Emanuele Fancellu

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