Rapina a una trans sì al rito abbreviato

A giugno esame dei due imputati 33enni e discussione Vittima una colombiana aggredita in via Predda Niedda

SASSARI. Affronteranno il processo con il rito abbreviato i due 33enni accusati di aver aggredito, lo scorso luglio, una trans colombiana durante un tentativo di rapina. Per i due imputati, un algerino e un pachistano, era stato disposto il giudizio immediato e due giorni fa il giudice, accogliendo la richiesta degli avvocati difensori Bruno Conti e Letizia Doppiu Anfossi, ha ammesso l’abbreviato e ha rinviato a fine giugno per l’esame degli imputati e la discussione.

Il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu aveva ritenuto che fossero evidenti le prove a carico dei due aggressori che la scorsa estate a Predda Niedda si sarebbero scagliati con violenza inaudita contro la trans. I due 33enni, secondo la tesi accusatoria, avevano finto di concordare una prestazione con la transessuale ma quando si erano appartati in un angolo buio tra Predda Niedda e via Caniga era scoppiato il finimondo. Secondo quanto raccontato allora dalla vittima alle forze dell’ordine il pachistano avrebbe estratto un coltello a serramanico da una tasca e avrebbe minacciato di morte la trans colombiana che cercava di difendersi e trattenere con forza la sua borsetta. Davanti a quella reazione inattesa i due avrebbero perso la testa. Sarebbero partite alcune coltellate e solo per puro caso i fendenti non l’avevano raggiunta agli organi vitali. La vittima si era riparata il volto e il petto con le mani e questo gesto molto probabilmente le aveva salvato la vita.

Le sue grida d’aiuto avevano attirato l’attenzione di altre transessuali che di notte frequentano le strade buie e isolate di Predda Niedda. Ferita a entrambe le mani e alle braccia nel tentativo di respingere le coltellate, la colombiana aveva tentato in tutti i modi di chiedere aiuto. Ma quando aveva preso il cellulare dalla borsetta uno dei rapinatori glielo avrebbe strappato di mano. Qualcuno però era riuscito a lanciare l’allarme e in pochi istanti le volanti della polizia erano arrivate davanti al centro commerciale Tanit. L’aggressione era ancora in corso. L’algerino non appena aveva visto arrivare la pattuglia si era allontanato ma era stato bloccato quasi subito dietro un capannone con il telefono della vittima e la borsetta contenente alcune decine di euro. Il pachistano invece era stato rintracciato qualche ora dopo e denunciato in stato di libertà, poi accompagnato al pronto soccorso per le ferite riportate durante l’aggressione. Anche la trans, soccorsa dal 118, era stata portata in ospedale per essere medicata.

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