Sassari, trova un borsello con 900 euro e lo consegna alla polizia locale: il bel gesto di un immigrato libico

La consegna del borsello ritrovato (foto Ivan Nuvoli)

Il giovane ha portato il denaro agli agenti della stazione mobile in piazza Castello

SASSARI. Diciotto banconote da 50 euro. Banconote vere. Di quelle che quando le muovi il colore varia dal viola al verde o al marrone. Di quelle che se le metti controluce ti appare la porta del disegno principale e poi, in grande, anche il loro valore. Di quelle che se ti trovi in un momento di difficoltà possono farti sognare o almeno garantirti serenità per due mesi. Tanti soldi tutti insieme Ahmed non li aveva mai visti. Eppure quando ieri mattina ha trovato per strada un borsello con dentro tutto quel denaro, non ci ha pensato due volte ed è andato a consegnarlo nella più vicina stazione mobile della polizia locale, in piazza Castello.

Ora la polizia locale sta indagando per capire come quel borsello sia finito sull’asfalto di via Monsignor Marongiu, nel quartiere di Cappuccini. Il proprietario, un pensionato sassarese di 74 anni, con grande probabilità è stato vittima di un furto con destrezza poco dopo essere sceso dall’autobus in corso Vico. Mancano infatti all’appello altri 450 euro che però erano in una mazzetta separata e molto più in vista dell’altra. L’ipotesi più accreditata è che il ladro abbia aperto la piccola borsa da uomo, abbia preso i primi soldi che ha trovato e poi l’abbia frettolosamente lanciata fuggendo a gambe levate con il maltolto.

Ma questi dettagli da cronaca nera, sui quali gli investigatori cercheranno di far luce anche grazie all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza, nulla tolgono al bel gesto compiuto da Ahmed Hamad, 29 anni, arrivato in Sardegna nel 2016 dopo aver attraversato il Mediterraneo a bordo di un barcone. A lui quei soldi avrebbero davvero fatto comodo, non fosse altro perché stava tornando a casa dalla Caritas, dove aveva appena ritirato il pacco con i viveri che l’istituzione diocesana distribuisce quotidianamente ai cittadini indigenti. E perché attualmente la sua dimora è il dormitorio che padre Isidoro De Michele, parroco di San Francesco, ha risistemato per accogliere chi, specie di questi tempi, non saprebbe come e dove passare la notte. «Ho fatto quello che dovevo fare – racconta Ahmed rifiutando l’etichetta di eroe del giorno –, prima ancora di aprire il borsello e di scoprire che cosa contenesse ho chiesto ad alcuni operai che stavano lavorando lì vicino se per caso qualcuno lo avesse reclamato, oppure se addirittura lo avessero perso loro. Ma non ne sapevano nulla. Poi lo ho aperto trovandoci dentro i soldi, i documenti e un telefonino cellulare. A quel punto – continua – non ho avuto dubbi e dopo aver parlato con padre Isidoro sono immediatamente andato dalla polizia locale per consegnare tutto». Precisamente nelle mani del maresciallo Roberto Demuro, che dopo aver appreso la storia personale di Ahmed, si è quasi commosso.

Anche padre Isidoro ci tiene a sottolineare che gesti così non sono affatto scontati, a prescindere dalla nazionalità di chi li compie. Al punto che sul suo profilo Facebook ha anche scherzato affermando che se è vero che, come dice una suora, «non bisogna soltanto guardare per terra, ma specialmente in alto», a volte stare attenti a dove si mettono i piedi può essere molto opportuno. «Ahmed è un bravo ragazzo – commenta – , una persona onesta e sempre disponibile ad aiutarmi gratuitamente nel controllo dell’oratorio. Con il suo gesto ci ha detto che la fede senza le opere è morta e che accanto a noi ci sono tanti segni di luce e resurrezione».

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