Coros i comuni adottano il Piano di protezione

Lo strumento per le emergenze passa in via preliminare: approvazione tra 2 mesi Ogni amministrazione dovrà elaborare e proporre le proprie osservazioni

OSSI. L’Unione dei Comuni del Coros ha adottato in via preliminare il Piano intercomunale di Protezione. Un passaggio doveroso che verrà vagliato dai singoli comuni, dalle associazioni, dagli enti preposti e da ogni singolo cittadino per poi approdare con le osservazioni in assemblea ed essere approvato definitivamente nell’arco di sessanta giorni.

Il servizio di Protezione civile intercomunale è una delle funzioni principali, insieme a quella del servizio raccolta e smaltimento rifiuti, che l'Unione ha voluto attuare per creare una governance territoriale a supporto delle funzioni dei singoli comuni per gestire gli interventi ordinari e straordinari delle emergenze. È frutto di un lavoro sinergico tra comuni, che analizza le criticità, elabora un programma di previsione e prevenzione sulla base dei dati disponibili e le conoscenze del territorio, descrive le tipologie principali di rischio e mette in atto un piano di emergenza congiunto. «Il piano - spiega il presidente dell’Unione Carlo Sotgiu - è frutto di un lavoro durato diversi anni che ha richiesto un impegno importante da parte dell'Unione e delle amministrazioni comunali. Intendiamo mettere a disposizione dei singoli comuni un metodo univoco e coordinato per affrontare le emergenze, più che mai necessario, come ci ha insegnato questa fase difficilissima che stiamo vivendo. Ora è importante che tutte le realtà coinvolte diano il loro contributo con le loro osservazioni in un'ottica di politica partecipata».

«E’ uno strumento complesso perché non prevede soltanto lo studio, la conoscenza del territorio e dei potenziali pericoli - spiega il vicepresidente Pasquale Lubinu - ma diventa uno strumento attuativo per fronteggiare il pericolo e allo stesso tempo assume la funzione di coordinamento dal momento in cui scatta l'emergenza. Per concretizzarlo serve un lavoro imponente di coordinamento, servono attrezzature, luoghi di contenimento, serve una rete e una struttura operativa che funzionino. La situazione di partenza è abbastanza buona: sul fronte del volontariato abbiamo 264 barracelli e 271 volontari. Il territorio, gli enti coinvolti, le associazioni, i cittadini possono prendere visione del piano, e suggerire o comunicare all'Unione le proprie valutazioni».

Info: unionecoros.it/servizi/servizio-associato-di-protezione-civile/.

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