Scomparso da Ploaghe, il figlio: «Mio padre è stato dimenticato»

Guido Manca sparito nel nulla nel 2017. L’appello del figlio Roberto: «C’è chi sa e non parla»

SASSARI. Ormai non sa più dove cercarlo e neppure cosa inventarsi per fare in modo che non cali definitivamente il sipario sulla scomparsa di suo padre, del quale ormai si sono perse le tracce dal 24 settembre del 2017. Roberto Manca è il figlio di Guido, 69 anni al momento in cui si è allontanato dalla struttura protetta del San Giovanni Battista di Ploaghe, dove era ospite da appena quattro giorni. Non ha mai smesso di fare appelli e coinvolgere persone per farsi aiutare nella ricerca della verità, l’anno scorso è arrivato anche a promettere una ricompensa in denaro a chiunque avesse fornito informazioni utili, anche solo per fare ritrovare il corpo del padre. Niente, non è mai arrivato un messaggio utile. «Eppure io sono convinto che a Ploaghe c’è gente che sa – ha detto ieri Roberto Manca – e se vuole può aiutarmi anche in forma anonima, non avrebbe alcuna conseguenza. Spero ancora che ci sia questa possibilità. É l’ultima speranza che ho prima di tagliare ancora il filo sottile che tiene in piedi la speranza».


La storia. Guido Manca è uscito dalla struttura psichiatrica protetta di Ploaghe (dove era ricoverato da quattro giorni e doveva essere sottoposto a un monitoraggio continuo) il 24 settembre 2017. Da quel momento le informazioni sono davvero poche. L’ipotesi è che abbia trascorso la notte lì intorno, poi sarebbe stato visto per l’ultima volta in paese la mattina seguente. Da allora nessuno ha più saputo niente, sono state effettuate le ricerche con i cani molecolari e con il coinvolgimento di forze dell’ordine, protezione civile e volontari. Ma di Guido Manca non è mai stato ritrovato neppure il corpo.

Medium. Roberto Manca non ha lasciato niente di intentato. A un certo punto, nella vicenda erano entrati ben nove medium, sensitivi di diverse nazionalità (anche quattro inglesi) che tra di loro non si erano mai sentiti e che si erano interessati alla vicenda e pronunciati sulla scomparsa del pensionato sassarese.

«A detta loro – racconta Roberto Manca – mio padre si era allontanato dalla struttura di Ploaghe e pensava solo di fare rientro nella sua casa a Sassari. Procedendo a piedi e con andatura incerta, sarebbe stato urtato da un veicolo in transito e fatto cadere a terra in cunetta, quindi abbandonato lì privo di sensi».

La tesi. I sensitivi raccontarono che Guido Manca morì poco più tardi a causa di un attacco cardiaco conseguente alle condizioni in cui si era trovato. «I medium non sapevano che mio padre, in effetti, era sofferente di cuore. Era effettivamente un cardiopatico grave. Loro aggiunsero e che il corpo sarebbe poi stato martoriato da animali di grossa taglia presenti in quelle campagne, in particolare cinghiali».

Ultima speranza. Mercoledì in Tribunale si svolgerà una udienza, servirà per definire la procedura di dichiarazione di “morte presunta”: il periodo da calcolare è previsto in dieci anni dal giorno che effettivamente viene preso in esame - perchè accertato - della scomparsa.

«É l’ultimo atto – ha concluso Roberto Manca – non so che cosa altro io possa fare. Speravo in qualche aiuto concreto, in azioni di solidarietà reali. Invece niente, non mi hanno neanche consentito di ritrovare il corpo di mio padre per dargli sepoltura. Éd è veramente triste».

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