«Vaccini nelle aziende e di notte»

Il direttivo provinciale di Confesercenti lancia nuove proposte per far uscire l’isola della zona rossa

SASSARI. La rabbia e l'orgoglio delle partite Iva. Da un lato l'indignazione per l'ingresso dell'isola in “zona rossa” e per un piano vaccini che va a rilento almeno rispetto a quanto ci si aspettava; dall’altro la consapevolezza di un’enorme categoria che, per quanto resa agonizzante dalle chiusure forzate, continua a lanciare idee alla politica affinché si possa vedere una luce in fondo al tunnel.

Pur condividendo le ragioni della protesta, ieri pomeriggio il direttivo provinciale di Confesercenti ha scelto di non partecipare al tumultuoso raduno organizzato a Roma dal movimento #ioapro, ma non si tira certo fuori dalla vertenza. «Non eravamo fisicamente lì – spiega Giuseppe Boccia, presidente dell'associazione per il Nord Sardegna – perché la manifestazione non era autorizzata e noi vogliamo ancora una volta dimostrare la nostra professionalità dando il buon esempio. Tuttavia questo non significa che non siamo vicini alle moltissime persone che sono costrette a non lavorare e non sanno più come andare avanti».

Tanto è vero che nei prossimi giorni, proprio a Sassari, Confesercenti attiverà uno sportello per dare un minimo di conforto morale agli imprenditori. «Forse – continua Boccia – a qualcuno che ci governa sfugge un particolare inquietante: molti commercianti e imprenditori, oltre a provare grandissimi disagi di natura economica si ritrovano a combattere con problemi di tipo psicologico. E noi non vogliamo abbandonarli alle loro frustrazioni, bensì sostenerli».

Anche con proposte concrete, sempre che nei vari palazzi del potere ci sia qualcuno davvero disposto ad ascoltare. «Ad esempio – precisa il presidente provinciale di Confesercenti – noi riteniamo che se si vuole dar gambe a una dichiarazione di Draghi (“più si va avanti con le vaccinazioni, prima si apre...”) si potrebbe accelerare sulla delibera Inail per le variazioni del protocollo, firmato da parti datoriali e sindacati dei lavoratori, che permette le vaccinazioni sui posti di lavoro. E inoltre negli hub sardi si potrebbe procedere con le vaccinazioni h24, con le dovute fasi di prenotazione e la disponibilità dei volontari, medici e paramedici. Lo stato di emergenza insistono dal direttivo – dovrebbe inoculare sieri anti Covid anche nei giorni festivi e portare avanti una campagna di informazione che diminuisca i rifiuti basati sul sentito dire di questa o quella marca di vaccino».

L’importante è che la Sardegna cambi colore prima possibile. «Non ci piace – conclude Boccia – la zona rossa imposta dai numeri e frutto della mala gestione del piano vaccinale. Il presidente Solinas non può scaricare le colpe soltanto su imprese e cittadini: gli esercenti e gli imprenditori che adottano le dovute misure di sicurezza devono subito riprendere a lavorare, tenendo conto che i contagi sono aumentati anche quando le loro attività erano chiuse».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes