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Sassari

Ganci traino da omologare Le pratiche sono ferme

di Luigi Soriga
Ganci traino da omologare Le pratiche sono ferme

La Motorizzazione rilascerà i codici alle officine entro la prossima settimana Il decreto semplificazione autorizza i meccanici a svolgere l’installazione e i test

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SASSARI. Le officine meccaniche che devono svolgere i lavori, ma anche tutti gli utenti che vogliono installare nella propria vettura un gancio traino, hanno la pratica in stand-by da oltre un mese. Infatti dal 14 febbraio scorso la normativa è cambiata e non bisogna più rivolgersi alla Motorizzazione per questo tipo di operazioni. È il “decreto semplificazioni” che, come sempre accade nelle fasi di rodaggio, finisce per complicare momentaneamente le cose. Infatti la sede della Motorizzazione di Sassari ancora non ha dato gli accreditamenti ai meccanici, i quali dunque non possono installare le componenti alle vetture. Le richieste sono tante, e c’è grande attesa da parte delle officine e dei loro clienti. «Entro i primi giorni della prossima – assicura il direttore della Motorizzazione di Sassari Marco Pes – rilasceremo i codici a tutti gli allestitori». Ma facciamo un passo indietro e vediamo cosa è accaduto. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale numero 37 del relativo decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, da metà non è più necessario far collaudare dalla Motorizzazione Civile i ganci di traino, i serbatoi Gpl e altre modifiche, tra cui quelle per i doppi comandi delle auto destinate alle Scuola Guida e gli adattamenti per conducenti disabili (pomello al volante, centralina comandi servizi, inversione dei pedali acceleratore-freno, spostamento delle leve dei comandi, specchio retrovisore grandangolare interno e specchio retrovisore aggiuntivo esterno).

Rimane però la necessità di far aggiornare la carta di circolazione, presentando una domanda entro 30 giorni dal completamento dei lavori direttamente dall'intestatario del veicolo oppure da un'agenzia di pratiche auto. Al posto della precedente “verifica e prova sul campo” della Motorizzazione sarà sufficiente una dichiarazione di esecuzione dei lavori a regola d'arte da parte di una delle officine accreditate dal ministero dei Trasporti. La domanda di aggiornamento della carta di circolazione dovrà essere presentata entro 30 giorni dal completamento dei lavori direttamente dall’intestatario del veicolo oppure da un’agenzia di pratiche auto. Nel primo caso bisognerà pagare 10,20 euro di tariffa motorizzazione e 16 euro di imposta di bollo. Nel secondo, ovviamente, bisognerà aggiungere la libera tariffa dell’agenzia incaricata dell’operazione. Alla domanda bisognerà allegare l’attestazione dei lavori dell’officina, la certificazione d’origine dei componenti installati e, ove previsto, un certificato di conformità.

L'aggiornamento della carta di circolazione si concretizza con l’emissione di un tagliando adesivo da applicare sulla carta di circolazione; su quest'ultimo sono riportati i dati variati o integrati in seguito alle modifiche e il codice identificativo dell’officina che ha eseguito i lavori. Al momento manca proprio quest’ultimo elemento, perché la Motorizzazione non ha rilasciato i codici alle officine autorizzate.

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