Bultei, la gioia del sindaco «Stiamo battendo il virus»
di Barbara Mastino
Nel paese del Goceano in zona rossa si è più che dimezzato il numero dei contagi Ma il primo cittadino Arca avverte: «Ora non dobbiamo abbassare la guardia»
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BULTEI. Regole, tracciamento e vaccini per tornare alla normalità. Una ricetta che deve essere seguita con rigore, soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle norme. Ne è convinto in sindaco di Bultei Daniele Arca, che registra con soddisfazione il calo del numero dei positivi in paese ma contemporaneamente invita a non abbassare la guardia. Dopo la recrudescenza dei contagi avutasi poco meno di un mese fa, che aveva fatto salire rapidamente il numero dei positivi da dieci sino a un picco di circa ottanta e provocato l’istituzione della zona rossa, con il passare delle settimane, il numero si è ridotto di più del 50 per cento. Il tracciamento ha consentito di individuare tutti i positivi e l’isolamento, che è stato rispettato, ha fatto sì che il numero non crescesse. Al momento i casi sono una trentina (ieri 36) e le persone progressivamente si stanno negativizzando. «I numeri sono scesi perché evidentemente le persone hanno rispettato con rigore le regole – dice il sindaco Arca –, la zona rossa, locale e regionale, ha funzionato facendo calare drasticamente il numero. Non posso che essere contento del buon comportamento dei miei concittadini, ma allo stesso tempo continuo a chiedere loro di non abbassare la guardia e di continuare a seguire le norme. Solo così potremo dimenticarci il passato e non ricadere in situazioni difficili come quella che abbiamo vissuto nell’ultimo mese». Mese nel quale Bultei è passato in un soffio da zero a decine e decine di contagi, si è rinchiuso in zona rossa, ha lottato contro il virus e a poco a poco inizia a sconfiggerlo.
Nel frattempo prosegue la campagna di vaccinazione degli over 80 e fragili, e giovedì sono stati effettuati i richiami a tutti gli ultraottantenni (allettati compresi) e proseguono quelli ai fragili. «In questo momento quasi tutti in queste categorie hanno conseguito la piena immunizzazione – dice Arca – e i numeri sono buoni anche per gli over 70 e per le categorie indicate per legge, e sommando i dati possiamo indicare un trenta per cento circa di copertura. Altro dato significativo – prosegue – è quello dei tamponi, eseguiti sabato, che con 193 esami effettuati hanno individuato due casi sospetti poi smentiti dal tampone molecolare. La buona affluenza è indice di positiva risposta della cittadinanza, che ringrazio, e il dato mostra che il virus è in fase di calo. Ora è responsabilità di tutta la comunità continuare a tenere bassi questi numeri sino ad azzerarli, e l’unico modo farlo è rispettare le regole. Sarà mio compito e dell’amministrazione, dei sanitari e delle forze dell’ordine mettere in campo tutte le azioni che hanno portato e porteranno alla tutela della salute della cittadinanza – conclude Arca –, ma, ripeto, ognuno deve impegnarsi in prima persona».
Nel frattempo prosegue la campagna di vaccinazione degli over 80 e fragili, e giovedì sono stati effettuati i richiami a tutti gli ultraottantenni (allettati compresi) e proseguono quelli ai fragili. «In questo momento quasi tutti in queste categorie hanno conseguito la piena immunizzazione – dice Arca – e i numeri sono buoni anche per gli over 70 e per le categorie indicate per legge, e sommando i dati possiamo indicare un trenta per cento circa di copertura. Altro dato significativo – prosegue – è quello dei tamponi, eseguiti sabato, che con 193 esami effettuati hanno individuato due casi sospetti poi smentiti dal tampone molecolare. La buona affluenza è indice di positiva risposta della cittadinanza, che ringrazio, e il dato mostra che il virus è in fase di calo. Ora è responsabilità di tutta la comunità continuare a tenere bassi questi numeri sino ad azzerarli, e l’unico modo farlo è rispettare le regole. Sarà mio compito e dell’amministrazione, dei sanitari e delle forze dell’ordine mettere in campo tutte le azioni che hanno portato e porteranno alla tutela della salute della cittadinanza – conclude Arca –, ma, ripeto, ognuno deve impegnarsi in prima persona».
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