Covid e posidonia, per i balneari sarà un’estate di incognite

Il 15 maggio riaprono gli stabilimenti, parla il leader del Sib Fabio Fois: «Manteniamo i protocolli di sicurezza del 2020» 

SASSARI. «Finalmente una data certa, per lo meno annunciata dal governo, che ha fissato per il 15 maggio la riapertura degli stabilimenti balneari. Per noi ancora tante incertezze, ma anche con l’auspicio che la stagione in partenza sia migliore dell’ultima». È il pensiero di Fabio Fois, presidente Sib (il sindacato delle imprese balneari) Confcommercio per il nord ovest della Sardegna. Un settore simbolo del lavoro stagionale nell’isola, legato fortemente all’andamento dei flussi turistici.

Le incertezze sono legate al fatto che in questo momento non tutte le aziende sono in grado di riaprire i battenti. Alcune perché non hanno ancora concluso l’iter amministrativo relativo all’estensione della concessione fino al 2033, altre perché hanno gli arenili in concessione sono letteralmente sommersi dalla posidonia spiaggiata durante la stagione invernale e la spesa da sostenere per la rimozione e la pulizia dell’arenile è elevata. «Su questo fronte è da anni che si studiano soluzioni – afferma Fois –. Senza dubbio la posidonia è un bene in quanto la sua presenza “certifica” la salubrità del nostro mare. È anche vero che il suo spostamento verso i siti temporanei di stoccaggio, prima della stagione balneare, necessario per rendere fruibili gli arenili, determina costi molto rilevanti per le imprese balneari». Fois sottolinea anche l’importanza del protocollo sottoscritto dal Comune di Alghero e la Confcommercio che consente alle imprese balneari algheresi di fruire di un importante contributo comunale per l’abbattimento dei costi legati a questa attività e allo stesso tempo favorisce il recupero della sabbia, che viene poi riposizionata sugli arenili di provenienza: «sarebbe auspicabile che un accordo di questo tipo venga attuato anche dagli altri comuni costieri del nord ovest della Sardegna – aggiunge poi –. La Regione dovrebbe sostenere questi protocolli anche attraverso adeguati stanziamenti a favore dei Comuni, giustificati dall’interesse collettivo della salvaguardia dei nostri litorali dall’erosione costiera. Non è assolutamente pensabile che in Sardegna si possa favorire lo sviluppo del turismo senza che vengano salvaguardati ilitorali». Fabio Fois interviene anche sugli avvisi che la concessionaria della riscossione Step, per conto del Comune di Alghero, ha notificato alle imprese balneari della Riviera del Corallo: «Si tratta di cartelle che talvolta hanno “cifre da capogiro” – rileva – tali da affossare imprese in partenza già pesantemente debilitate dalla “cura dimagrante” dovuta al drammatico periodo. Anche su questo fronte ci riserviamo di effettuare ogni approfondimento con la nostra struttura tecnica».

Fois, infine, si augura che anche per la prossima estate vengano mantenuti e utilizzati gli stessi protocolli di sicurezza grazie ai quali lo scorso anno si è evitato che si verificassero focolai negli stabilimenti balneari: «A questo proposito sarebbe il caso che le amministrazioni comunali valutino un aumento, proporzionato, dello spazio per la posa di sdraio e ombrelloni – conclude – così come è stato fatto con il suolo per i pubblici esercizi fin quando non verrà superata definitivamente la pandemia». Questo al fine di favorire il maggiore distanziamento della clientela e quindi ridurre le probabilità di contagio». (r.cr.)



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