Minacce di morte, lei rimette la querela e lui viene scagionato

SASSARI. Le minacce che aveva rivolto a quella donna per un presunto debito di 50 euro che lei non avrebbe estinto erano di questo tenore: «Ti sparo», «Ti ammazzo. Putt... dammi i soldi, dove ti...

SASSARI. Le minacce che aveva rivolto a quella donna per un presunto debito di 50 euro che lei non avrebbe estinto erano di questo tenore: «Ti sparo», «Ti ammazzo. Putt... dammi i soldi, dove ti trovo ti uccido». E poi avrebbe anche danneggiato l’Ape 50 del compagno della mamma di lei e un’altra macchina parcheggiata lì vicino,

Gabriele Masu, 41enne di Alghero, (difeso dall’avvocato Patrizia Marcori) è stato assolto dal giudice Caterina Serra perché c’è stata una remissione tacita di querela da parte della donna, relativamente all’accusa di minacce. Applicabile anche a questo reato perché le minacce di morte non erano state fatte con l’uso di armi. Assoluzione anche dal danneggiamento perché tutti i testimoni comparsi in aula hanno parlato di «lievi graffi sulla carrozzeria».

L’episodio risale al 2014 e i dettagli sono contenuti nella denuncia depositata al commissariato di Alghero che poi è finita nel fascicolo della Procura e quindi in un’aula di tribunale. Masu avrebbe rivendicato il mancato pagamento di 50 euro da parte della donna e per farsi consegnare quei soldi aveva pensato bene di andare sotto casa di lei e lanciare degli oggetti – tipo il casco della moto – contro la finestra. Poi erano arrivate le minacce e il danneggiamento della motocarrozzella Ape. Ma in seguito alla remissione tacita e alla discussione dell’avvocato Marcori, il processo si è concluso con un’assoluzione. (na.co.)

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