Morto dopo fuga di gas ci sono tre indagati

L’incidente sul lavoro si era verificato giovedì scorso in via Costa ad Alghero Ieri l’autopsia sul corpo di Lidio Piras per stabilire le cause del decesso

SASSARI. Ci sono tre indagati nell’ambito dell’inchiesta per la morte dell’operaio Lidio Piras, 51 anni di Nurachi, che ha perso la vita mentre era impegnato in un intervento di manutenzione del bombolone del gas in un condominio di via Costa ad Alghero. La sostituta procuratrice Enrica Angioni - titolare dell’inchiesta - ha iscritto una donna e due uomini, si tratterebbe di persone che svolgono il ruolo di amministratore del condominio del luogo dove si è verificata la tragedia, e di rappresentanti dell’azienda per la quale l’operaio lavorava. E ieri mattina il pubblico ministero ha conferito l’incarico al medico legale Salvatore Lorenzoni per l’autopsia che è stata eseguita nel pomeriggio all’Istituto di patologia forense di Sassari. La relazione del perito - con i dettagli richiesti - dovrebbe essere consegnata entro giugno. I familiari della vittima hanno affidato l’incarico a un legale per seguire tutta la fase delle attività disposte dalla procura della Repubblica di Sassari.

L’esame del medico legale sarà determinante per l’accertamento di eventuali responsabilità e per certificare se si è trattato di morte sul lavoro (quindi la conferma che Lidio Piras sarebbe morti dopo avere respirato gas che usciva dal serbatoio interrato)o se il decesso si è verificato prima a causa di un malore.

Sulla vicenda sono in corso le indagini dei carabinieri della compagnia di Alghero e a corredo delle indagini saranno utili gli accertamenti effettuati dagli ispettori dello Spresal di Sassari per quanto riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro, e dei vigili del fuoco che hanno effettuato il primo intervento sul bombolone del gas presente nel condominio di via Costa.

L’allarme era scattato nella tarda mattinata di giovedì, quando un condominio si era affacciato al balcone e aveva notato l’operaio a terra inerme nel vano dove si trova il serbatoio del gas. L’uomo aveva chiesto subito l’invio dei soccorsi: erano arrivati i carabinieri e i vigili del fuoco, gli operatori del 118. Il medico aveva tentato a lungo di rianimare l’operaio, ma purtroppo non c’era stato niente da fare. Due le ipotesi: malore improvviso o morte dovuta alla fuga di gas che ha prima fatto perdere i sensi all’uomo senza lasciargli scampo. Sotto sequestro la cisterna per la quale è stata disposta una perizia tecnica. Le indagini vanno avanti per accertare la verità.

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