Martis, sì ai lavori per il Centro servizi

La struttura sarà ospitata nell’ex scuola e affidata a un’impresa di giovani

MARTIS. Sono stati consegnati nei giorni scorsi all’impresa aggiudicataria i lavori relativi al progetto per la realizzazione del Centro servizi del territorio, nato nell’ambito del progetto di sviluppo territoriale “Anglona-Coros, Terra di tradizioni”, attraverso cui si vogliono promuovere interventi mirati al potenziamento socio economico del territorio, in particolare attraverso interventi utili ad incentivare il turismo di nicchia. Il progetto, che si avvale di 500mila euro, prevede l’attivazione di una struttura territoriale per la gestione e il coordinamento degli itinerari e delle attività turistiche e culturali del territorio che potrà svolgere attività di coordinamento e valorizzazione del sistema territoriale, affidandolo in concessione ad una impresa giovanile. La struttura verrà ospitata nella ex Scuola Elementare, espressione di antiche valenze storiche e sociali. L’intervento assume quindi una duplice valenza e cioè la sua riconfigurazione funzionale accompagnata da un sostanziale ripensamento della sua collocazione all’interno del tessuto sociale, che diventano occasione per la conservazione dell’organismo architettonico ma anche dei significati più profondi di cui lo stesso è custode. L’edificio non è più sede della scuola e ora l’area di pertinenza dell’edificio assumerà un ruolo ed una dimensione sociale diversa, anch’essa reintegrata nell’ambiente che le gravita intorno.

Gli interventi prevedono il restauro conservativo del tetto e delle facciate esterne, la riqualificazione dell’area di pertinenza e la riorganizzazione funzionale complessiva dell’intero organismo. Da qui la decisione di riportare l’area di pertinenza alla sua configurazione originaria e quindi alla demolizione parziale del muro di recinzione sul lato sud ed est. Intervento necessario per rielaborare il ruolo e la dimensione sociale dell’edificio e per ridefinirne le relazioni tra ambiente circostante e tessuto urbano, così da reintegrarlo come soggetto vivo, vissuto e partecipato nella coscienza collettiva della comunità.

La nuova configurazione apre l’edificio e lo colloca nel tessuto urbano perché il leggero podio sul quale è stato costruito diventa il luogo della rappresentazione del ruolo che gli venne assegnato, come edificio importante e significativo per il paese.

Mauro Tedde



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