«Spazio pubblico negato agli artigiani il sindaco Campus fa un grave errore»

SASSARI. «La chiusura del sindaco sull’utilizzo del suolo pubblico per gli artigiani alimentari? Un errore, dal quale speriamo possa tornare indietro prima della predisposizione del nuovo, e atteso,...

SASSARI. «La chiusura del sindaco sull’utilizzo del suolo pubblico per gli artigiani alimentari? Un errore, dal quale speriamo possa tornare indietro prima della predisposizione del nuovo, e atteso, regolamento». Scendono in campo le associazioni di categoria dopo il caliente consiglio comunale nel quale il primo cittadino ha sbattuto la porta in faccia all’ipotesi di concedere suolo pubblico agli artigiani alimentari. Posizione non gradita a Pier Giuseppe Canu, presidente di Confcommercio, già coinvolto a marzo insieme alle altre associazioni per un parere preventivo sulla delicata materia. «Pur lamentando una mancanza di confronto sugli obiettivi da conseguire – sottolinea – allora dicemmo che eravamo favorevoli all’iniziativa. Come tutti d’altronde. E lo ribadiamo. Anzi, rilanciamo. Noi pensiamo che lo spazio pubblico debba essere concesso a tutte le attività commerciali. Che, chiaramente nel rigoroso rispetto delle norme igieniche e del codice della strada, potrebbero rivitalizzare il “piano strada” cittadino, in alcune zone completamente abbandonato. E supportare attività in drammatica crisi per la pandemia. Per quanto riguarda i fruttivendoli, che a sentire il sindaco sembrano essere il problema, questi da sempre hanno esposto al di fuori dei propri negozi, ove possibile e ove concesso. Oggi, viste alcune “intraprendenti realtà”, sarebbe meglio sicuramente regolamentarle immediatamente. Ma questo non può certo penalizzare tutti gli altri».

«La delusione percepita da commercianti e artigiani, la dice lunga sulla presa di posizione dell'amministrazione, lontana dalla reale situazione – attacca Giuseppe Boccia, presidente di Confesercenti Nord Sardegna – La chiusura senza appello del sindaco Campus, all’ipotesi di concessioni di suolo pubblico, per altre attività del commercio e dell’artigianato, oltre agli spazi concessi ai pubblici esercizi, è l’evidente mancanza di vicinanza della politica al mondo imprenditoriale. L’atteggiamento senza la concessione di un minimo spiraglio di incontro, invocando addirittura problemi di concorrenza sleale tra settori diversi tra loro, che potrebbero verosimilmente fare rete, non giustifica affatto la forte presa di posizione. Siamo certi che i problemi del commercio in questa tragica situazione, non si possano risolvere con provvedimenti di questo tenore, ma se servono a dare respiro per la sopravvivenza di piccole attività, in attesa della ripresa e del fantomatico regolamento, non capiamo il senso di tanto fervore. Ovviamente, parliamo di attività svolte nel pieno rispetto della legalità e delle norme vigenti. Di quelle attività, che con un pò di creatività potrebbero contribuire a preservare ed abbellire il decoro urbano, non sui marciapiedi ma in spazi all’uopo adibiti. Negare che il momento in cui viviamo sia, purtroppo, già di per sè un’eccezione non ci pare corretto, altrettanto non è corretto distinguere, mettendoli in contrasto tra di loro, commercianti, pubblici esercizi e artigiani, che provano nonostante tutto a sopravvivere e che meritano pari dignità. Ci rammarica, che la discussione politica in consiglio comunale non vada oltre gli schieramenti e non favorisca percorsi con obiettivi comuni, utili alla città e al suo circondario, a favore di imprese e cittadini, che iniziano a manifestare momenti di smarrimento. Auspichiamo che l’amministrazione possa tornare sui propri passi».

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