Sequestro Pinna-ter, sul banco dei testimoni l’ex moglie di Atzas

SASSARI. «Giovanni Sanna veniva a casa nostra, era amico di mio marito e quando ci separammo e io andai a vivere da mia madre con i miei figli, Sanna si presentò da me per convincermi a tornare con...

SASSARI. «Giovanni Sanna veniva a casa nostra, era amico di mio marito e quando ci separammo e io andai a vivere da mia madre con i miei figli, Sanna si presentò da me per convincermi a tornare con Salvatore».

Lo ha detto ieri mattina ai giudici della corte d’assise l’ex moglie di Salvatore Atzas (già condannato in via definitiva per il sequestro Pinna) nel processo ter per il rapimento dell’allevatore di Bonorva, che vede unico imputato il 52enne di Macomer, Giovanni Sanna, noto Fracassu. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Gilberto Ganassi, l’ex moglie di Atzas ha confermato che Sanna e il suo ex marito avessero un rapporto di amicizia di lunga data. Sul banco degli imputati anche Costantino Mattu, cognato dell’imputato (marito della sorella di Sanna deceduta qualche anno fa) che lavorava nell’azienda di Sedilo in cui Titti Pinna andò a chiedere aiuto il giorno della liberazione a maggio del 2007. Rispondendo alle domande dall’avvocata Desolina Farris che difende Giovanni Sanna, Mattu ha ricordato quando si presentò a casa sua, in cui viveva anche l’imputato, un maresciallo dei carabinieri che cercava Sanna poche ore dopo la notizia del sequestro di Titti Pinna. «Mio cognato era in camera che dormiva -ha detto Mattu - e andai a chiamarlo per dirgli che i carabinieri volevano parlare con lui». Secondo la difesa sarebbe la prova che Giovanni Sanna non poteva far parte del gruppo che prelevò l’ostaggio dalla sua azienda di Monti Frusciu nelle campagne di Bonorva il 19 settembre del 2006. I giudici hanno ascoltato anche la testimonianza di un’interprete che si era occupata delle trascrizioni dal sardo all’italiano delle intercettazioni effettuate dagli investigatori sulle utenze utilizzate dall’imputato e i tecnici informatici che si occuparono di individuare le celle agganciate dal telefono di Sanna.

Giovanni Sanna era stato individuato dagli investigatori della sezione Antisequestri della squadra mobile della Questura di Sassari. Secondo gli inquirenti Sanna avrebbe partecipato a un incontro al passaggio a livello di Mulargia tra alcuni componenti della banda e Padre Pinuccio Solinas che si adoperava per cercare di favorire la liberazione dell’ostaggio. Prossima udienza 26 maggio. (l.f.)

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