Ambulante da 30 anni a Sassari: «Cerco un ecografo usato per aiutare il mio Senegal»

Gili Fall, 60 anni, vive in centro storico dal 1990. Il macchinario consentirebbe a tante donne di evitare lunghi viaggi per le visite

SASSARI. Sessant’anni, metà dei quali vissuti a Sassari nel cuore del centro storico, lo fanno sentire un sassarese a tutti gli effetti. Gili Fall ambulante senegalese, domiciliato in via Delle Muraglie, a due passi dalla Fontana di Rosello, alla città che lo ha accolto nel 1990 deve tanto, ma ora è lui a chiedere qualcosa ai sassaresi, per aiutare la cittadina africana che ha lasciato per tentare la fortuna in Europa quando aveva poco più di trent’anni.

«Mi rivolgo a quelli che considero i miei concittadini – spiega Gili – e in modo particolare ai medici sassaresi che potrebbero darmi una grande mano». Insieme ad altri connazionali che come lui fanno parte di un’associazione che si chiama “Kokicakanam” Gili si sta dando da fare per recuperare un ecografo da donare all’ospedale della sua cittadina d’origine Koki che si trova a quasi trecento chilometri dalla capitale Dakar.

«Le giovani mamme di Koki – spiega l’ambulante – sono costrette a fare dei lunghi viaggi durante la gravidanza per poter fare le visite ginecologiche, perché l’ospedale della nostra cittadina è sprovvisto di ecografo. Con gli altri membri del l’associazione di cui faccio parte – aggiunge – abbiamo deciso di cercare di procurare questo importante macchinario con un passaparola che dalla nostra piccola città è arrivato ora anche a Sassari».

La speranza di Gili Fall è che il suo appello venga raccolto da un ginecologo. Anche un vecchio ecografo, magari dismesso da poco, potrebbe risolvere il problema di tante giovani mamme africane.

«Per spedirlo in Africa, se dovessimo trovarlo – spiega l’ambulante – ci sarebbe la possibilità di caricarlo sui container che viaggiano dall’Italia al Senegal sulle navi mercantili e dopo qualche giorno potrebbe arrivare a destinazione».

Sposato e con otto figli che vivono nella sua cittadina d’origine, Gili non torna nel suo paese da sei anni. «Ho tanta voglia di rivedere i miei cari – ammette l’ambulante – e dopo l’estate spero proprio di riuscire a fare il biglietto aereo per poter partire e riabbracciare la mia famiglia. Se prima riuscissi a trovare un ecografo per l’ospedale di Koki sarei ancora più felice e sarei per sempre grato ai miei amici sassaresi».

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