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Sassari

Stagno di Platamona, gara deserta

di Salvatore Santoni
Stagno di Platamona, gara deserta

Sorso. Gli interessati alla gestione della “Zona speciale” alla fine snobbano la chiamata del Comune

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wSORSO. Il pollo sultano e tutte le altre bestioline che bazzicano intorno dovranno farsene una ragione. Almeno per ora del loro prezioso habitat incastonato nella fascia costiera di Sorso non importa un fico secco praticamente a nessuno. Sì, perché i sei partecipanti che inizialmente avevano manifestato interesse per la gestione dell’area tutelata dello stagno di Platamona hanno snobbato la procedura di gara.

Storia recente. La zona speciale di conservazione (Zsc) dello stagno e ginepreto di Platamona è tornata in capo al Comune di Sorso dal mese di giugno del 2020. Cioè dopo che la coop Andalas de amistade, che dal 2011 gestiva l’oasi naturalistica tutelata dalla Ue, aveva gettato la spugna con sei anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto poiché la gestione della struttura in comodato gratuito si era rivelata antieconomica. Di qui la scelta dell’amministrazione comunale sorsense, guidata dal sindaco Fabrizio Demelas, di far partire la chiamata al mercato per la gestione e la riqualificazione del compendio naturalistico.

Il pre gara. Il tentativo di affidamento era cominciato con un’indagine esplorativa del Comune nata nell’ottica di favorire una riqualificazione dei luoghi, incentivando la conoscenza, la valorizzazione e la promozione dei territori. La chiamata si era chiusa il 3 marzo 2021, data entro la quale è arrivata la disponibilità di 6 diversi soggetti a partecipare alla successiva selezione, cioè la gara vera e propria.

Il bando. Nei mesi scorsi i sei soggetti sono stati invitati a concorrere per la gestione dell’area attraverso la realizzazione di attività di educazione all’ambiente e alla sostenibilità e attività di valorizzazione turistica. Il bando – si trattava di una procedura negoziata sul Cat Sardegna – fissava al 16 aprile i termini di scadenza per la presentazione ufficiale delle offerte. La durata del servizio era stata stabilita in 36 mesi a partire dalla sottoscrizione del contratto e l’importo complessivo del servizio era stato fissato a 30mila euro spalmati su tre anni. Tra le iniziative da intraprendere era previsto un preciso programma di educazione ambientale dedicato sia alle scuole sia agli utenti esterni. Inoltre il bando chiedeva al privato di predisporre una serie di attività nel punto informativo che sorge vicino allo stabile del Ceas. Si parlava della possibilità di un punto ticketing, corner vendita e promozione prodotti alimentari e non, noleggio attrezzature e biciclette, oltre che area pic-nic, zona fitness, area agility dog, parco giochi. Inoltre il piano di gestione avrebbe dovuto prevede i servizi di guardiania, pulizia e manutenzione ordinaria dei locali e dell’area.

Gara deserta. L’ottimismo che aleggiava sull’area protetta all’indomani della chiusura della procedura per la manifestazione di interesse si è – purtroppo – tramutato in una doccia fredda. Il 16 aprile scorso sulla piattaforma Cat non è arrivata nessuna offerta. E, nei giorni successivi, la commissione di gara non ha potuto fare altro che redigere il verbale di seduta deserta. Nel frattempo l’area resta in capo al Comune, che dovrà valutare quale sarà il futuro di una delle perle naturalistiche più importanti del Nord ovest dell’isola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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