La Nuova Sardegna

Sassari

«Bruzzi faccia un passo indietro»

di Gianni Bazzoni
«Bruzzi faccia un passo indietro»

Il sindaco, le assessore e consigliere intervengono dopo il patteggiamento per maltrattamenti

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PORTO TORRES. Da storia giudiziaria a caso politico. Dall’aula del Tribunale a quella del consiglio comunale: così la vicenda privata di Ico Bruzzi, 40 anni, imprenditore e consigliere comunale di Cambiamo! diventa pubblica. Succede a chi ricopre cariche elettive e si trova a fronteggiare problemi che hanno una dimensione universale, come per esempio il patteggiamento della pena a un anno e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia. Una scelta - quella fatta con i legali - che gli ha evitato la decadenza da consigliere come previsto dalla Legge Severino, ma lo ha collocato sotto la lente della politica, dove (anche se non sempre) contano moralità, diritti, esempi.

Il primo a parlare ieri è stato il sindaco Massimo Mulas. «Come sindaco mi permetto di intervenire sulla vicenda raccontata sulla Nuova Sardegna – ha affermato –, il patteggiamento per un caso di maltrattamenti in famiglia accaduto a Porto Torres. Non entro nel merito della vicenda personale (c'è una pronunciamento del Tribunale) ma voglio proporre una riflessione sulla compatibilità tra l'ammettere una colpa su fatti del genere e il rivestire un ruolo pubblico. Credo chi rappresenti la comunità abbia anche un ruolo educativo: non siamo solo amministratori ma anche uomini e donne, seppure non perfetti, che cercano di dare il buon esempio, soprattutto in tema di diritti. Da questo punto di vista, anche una vicenda triste come questa di colpa può essere l'occasione per lanciare un messaggio costruttivo, ma deve essere accompagnata da una chiara assunzione di responsabilità dal punto di vista politico. Per questo motivo, invito il consigliere Bruzzi (che è la persona coinvolta) a valutare con serietà l'opportunità di fare un passo indietro rispetto all'impegno amministrativo. Sarebbe un esempio apprezzato e la conferma di aver intrapreso un percorso di riflessione e ravvedimento». E sulla vicenda giudiziaria e politica, si è levata anche la voce delle donne del consiglio comunale, delle assessore e delle consigliere di maggioranza.

«Ci sono situazioni in cui il silenzio non è la scelta migliore – ha sottolineato Simona Fois, vice sindaca, a nome delle colleghe e delle consigliere –. Una sentenza ha certificato che, nella nostra città, una donna è stata vittima di maltrattamenti in famiglia. É un fatto che merita una riflessione seria e generale, patteggiando il responsabile si è assunto la piena responsabilità di quanto accaduto. La presenza di un pronunciamento giudiziario è sempre una buona notizia perché dimostra che i diritti delle donne possono, oltre che devono, ricevere una tutela».

«Questo è un segnale forte – prosegue la nota – un messaggio importante: non esiste forma di violenza, verbale o fisica, subdola o esplicita che non possa essere riconosciuta e sanzionata da un Tribunale. Troppo spesso anche nella cronaca nazionale delle ultime settimane assistiamo alla sistematica colpevolizzazione di chi denuncia violenze. È ora di dire basta! È il momento del coraggio, di guardare negli occhi chi non sa controllare la rabbia. I nostri diritti vengono prima di tutto senza paura! Chi come me e le altre consigliere si è presa la responsabilità di rappresentare i propri concittadini, sui temi dei diritti dev’essere d’esempio. Non è accettabile che un esponente politico sia coperto da un’ombra come questa».

Poi la valutazione finale: «Per la comunità di Porto Torres questa è l’occasione per riflettere sul pozzo oscuro in cui può scivolare la vita familiare. L’amministrazione deve ribadire la sua condanna alla violenza, in qualsiasi forma si manifesti e verso chiunque. Abbiamo bisogno di essere uniti davanti a questi temi affinché nessuna donna sia più costretta a rivolgersi alla giustizia per difendersi da un marito che non la rispetta».



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