Niente Ardia ma il paese onorerà San Sebastiano

COSSOINE . Per il secondo anno consecutivo non ci saranno gli spari dei fucilieri, né la processione, né l’animazione dei giorni di festa. E neppure il chiosco delle bevute, il pesce arrosto, il...

COSSOINE . Per il secondo anno consecutivo non ci saranno gli spari dei fucilieri, né la processione, né l’animazione dei giorni di festa. E neppure il chiosco delle bevute, il pesce arrosto, il torrone di Tonara. Ma soprattutto, non ci sarà l’Ardia. Oggi e domani il simulacro di San Sebastiano se ne starà nella sua chiesetta. Ma non mancheranno le espressioni religiose della devozione al Santo. Nel pomeriggio di oggi, alle 18,30, il parroco don Peppino Lintas celebrerà i vespri del sabato. Anziché recarsi come di consueto alla casa dell’obriere ed accompagnarlo col seguito dei cavalli, il sacerdote aspetterà il comitato sull’uscio della chiesa, per poi procedere alla celebrazione del rito religioso. Lo stesso avverrà domani, quando la messa verrà celebrata alle 11 del mattino. Ma la festa di San Sebastiano 2021 avrà un motivo in più per essere ricordata. Obriere – capo corsa – sarebbe dovuto essere Silvio Sotgiu, l’operaio morto tragicamente nel 2018 a Reggio Emilia a causa dell’esplosione del silos su cui stava lavorando. Silvio – che proprio nella giornata di ieri, 7 maggio, avrebbe compiuto 45 anni – assumeva il ruolo di “operagiu mazzore” ogni dieci anni. Così, dopo esserlo stato nel 2001 e nel 2011, avrebbe dovuto portare la prima bandiera nel 2021. E per onorarne la memoria, quel ruolo è stato assunto quest’anno dal nipote prediletto di Silvio, Alberto Sotgiu, appassionato di cavalli come lo zio, che da lui ha ereditato il bel morello D’Artagnan, e che con Silvio aveva corso l’Ardia nel 2018, prima a Cossoine e poi a Giave. (m.b.)

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