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Prezzo del latte e blocchi stradali, aperti due processi a 8 pastori

Prezzo del latte e blocchi stradali, aperti due processi a 8 pastori

SASSARI. Due distinti processi nei confronti di otto allevatori per le proteste di febbraio del 2019 sono stati aperti ieri a Sassari e poi rinviati al prossimo autunno. In uno dei due devono...

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SASSARI. Due distinti processi nei confronti di otto allevatori per le proteste di febbraio del 2019 sono stati aperti ieri a Sassari e poi rinviati al prossimo autunno.

In uno dei due devono rispondere di rapina, danneggiamento e blocco stradale tre pastori (difesi dall’avvocato Lorenzo Soro), mentre nell’altro sono cinque gli imputati per il blocco stradale che risale sempre agli stessi giorni delle manifestazioni per il prezzo del latte. I cinque (quattro difesi dall’avvocato Margherita Baragliu e uno da Gancarmelo Serra) sono anche accusati di non aver fornito le generalità alle forze dell’ordine.

«Non siamo criminali e sta passando un messaggio sbagliato», ha spiegato un gruppo di allevatori. In quei giorni di febbraio il clima era esasperato e i pastori, non più disposti ad accettare dagli industriali la miseria dei 60 centesimi per un litro di latte, avevano organizzato una serie di proteste. In più zone dell’isola erano partiti a sorpresa non semplici blocchi stradali, ma veri e propri sversamenti di latte, simbolo del sacrificio di un lavoro che non poteva essere regalato, tanto valeva gettarlo sull’asfalto.

Gli animi si erano scaldati due anni fa ma non tutti gli allevatori si erano resi protagonisti di assalti o danneggiamenti. C’era anche chi aveva manifestato pacificamente con il solo obiettivo di rivendicare un diritto e di far conoscere il più possibile le problematiche del settore. «La nostra speranza – dicono – è che il processo chiarisca posizioni e responsabilità».

Sulla vicenda è intervenuto Eugenio Zoffili, coordinatore regionale della Lega: «Mi sono attivato per chiedere un appuntamento urgente con il ministro della Giustizia Marta Cartabia per trattare la questione in tutti i suoi aspetti, non ultimo quello del rispetto delle libertà di chi è sceso pacificamente in piazza e per le strade dell’isola per difendere il diritto a lavorare in sicurezza e dignità. Meritano di essere difesi e tutelati dallo Stato italiano, non processati». (na.co.)

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