Cossoine: «La scuola dell’infanzia non si tocca»

Il gruppo di minoranza contro la politica dei tagli: «Difendiamo i servizi essenziali ad ogni costo»

COSSOINE. Anche il gruppo di minoranza “Cossoine Idea Paese” prende posizione contro il rischio che venga chiusa la scuola dell’infanzia. «Ancora una volta – scrive il capogruppo Alfredo Unali, sindaco dal 2010 al 2015, fu allora in prima linea contro la soppressione della scuola media - si procede con determinazioni dall’alto alla soppressione di servizi fondamentali per le piccole comunità. Nel caso di Cossoine, nell’arco di appena un quadriennio – dal 2011 al 2015 – sono stati chiusi i plessi di scuola primaria e secondari». Scelte che, secondo Idea Paese, non dipendono solamente dal calo demografico, ma sono ascrivibili a «processi di accelerazione, dettati da comportamenti scellerati messi in campo proprio a livello istituzionale». «Una linea di tagli che ormai ci accompagna da anni, ma la fredda logica dei numeri – scrive ancora la minoranza - non giustifica lo svuotamento dei servizi in capo alle popolazioni locali, in nome di un risparmio risibile, peraltro a danno della crescita economica di insieme». La nota conclude con un forte appello alla mobilitazione e alla lotta, per dire no a scelte che, imponendo ulteriori tagli dei servizi, mettono a repentagli la sopravvivenza stessa delle piccole comunità locali. Il problema in campo è quello del rischio di chiusura della scuola dell’infanzia di Cossoine, insieme a quelle di Padria-Mara e Bonorva (terza sezione), sollevato giorni fa con una preoccupata nota dei 15 sindaci dell’Unione dei Comuni del Meilogu e dei 5 dell’Unione del Villanova. L’antefatto, la comunicazione dell’Ufficio scolastico regionale, che sollevava dubbi in merito alla formazione di tre sezioni di scuola dell’infanzia a Bonorva con 58 alunni, e dei plessi di Cossoine con 11 alunni e di Padria/Mara con 16 alunni. (m.b.)

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