«Il cane Garibaldi? Adottato o in una struttura»
Ozieri, il sindaco Marco Murgia replica all’interrogazione in Consiglio sulle sorti del meticcio
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wOZIERI. Procedure assolutamente regolari per la “gestione” del cane Garibaldi, che resta comunque destinato o all’adozione familiare o al ricovero in una struttura protetta. È il sunto della risposta scritta che il sindaco di Ozieri Marco Murgia ha inviato al gruppo di opposizione Progetto Ozieri, che nei giorni scorsi aveva presentato in consiglio comunale un’interrogazione per conoscere le sorti della bestiola che da circa quattro anni vive nella piazza accudito da commercianti e residenti. L’interrogazione eccepiva dei dubbi sulla procedura di riconoscimento dell’animale come cane di quartiere, ma su questo il sindaco è chiaro: la procedura è stata regolare perché il cane è stato intestato non a un privato cittadino - come sottolineava la minoranza - ma a un consigliere comunale nell’esercizio delle sue funzioni e quindi un rappresentante dell’amministrazione.
Le decisioni prese in merito sono quindi legittime, dice Murgia, e il Comune non ha fatto passi falsi. Il primo cittadino risponde alla critica di non aver tutelato il benessere dell’animale, sottolineando che «questa amministrazione ha messo in atto molte azioni in questo senso, come il regolamento sull’adozione dei randagi, ed è stata tra le prime in Sardegna ad avviare una procedura di riconoscimento di un cane di quartiere. Abbiamo messo su la procedura - dice Murgia - quando c’erano tutte le condizioni per poterlo fare, ma di fronte alla necessità di rivedere quella scelta (ovvero la permanenza del cane in piazza, ndc) abbiamo portato avanti la doppia iniziativa (adozione familiare o in struttura, ndc) per evitare che il cane finisca in un canile, dove sarebbe normalmente destinato in questi casi». Ovvero, come si sa, a causa delle segnalazioni sul suo comportamento. «La nostra preoccupazione per garantire il benessere dell’animale c’è tutta, ma noi abbiamo come obiettivo principale quello di mantenere gli equilibri del vivere civile e abbiamo necessità, in un momento in cui le priorità sono tante e molto più preoccupanti, di mettere in fila le cose più importanti da fare. Per cui nel rispetto della norma e nel rispetto dei diritti delle persone e degli animali abbiamo cercato di trovare una soluzione cum grano salis». Resta quindi sempre aperta, come detto, la doppia via, anche perché l’ipotesi di trasferire Garibaldi nella struttura protetta di Samassi sotto la tutela dell’associazione Orme è ormai tramontata. (b.m.)
Le decisioni prese in merito sono quindi legittime, dice Murgia, e il Comune non ha fatto passi falsi. Il primo cittadino risponde alla critica di non aver tutelato il benessere dell’animale, sottolineando che «questa amministrazione ha messo in atto molte azioni in questo senso, come il regolamento sull’adozione dei randagi, ed è stata tra le prime in Sardegna ad avviare una procedura di riconoscimento di un cane di quartiere. Abbiamo messo su la procedura - dice Murgia - quando c’erano tutte le condizioni per poterlo fare, ma di fronte alla necessità di rivedere quella scelta (ovvero la permanenza del cane in piazza, ndc) abbiamo portato avanti la doppia iniziativa (adozione familiare o in struttura, ndc) per evitare che il cane finisca in un canile, dove sarebbe normalmente destinato in questi casi». Ovvero, come si sa, a causa delle segnalazioni sul suo comportamento. «La nostra preoccupazione per garantire il benessere dell’animale c’è tutta, ma noi abbiamo come obiettivo principale quello di mantenere gli equilibri del vivere civile e abbiamo necessità, in un momento in cui le priorità sono tante e molto più preoccupanti, di mettere in fila le cose più importanti da fare. Per cui nel rispetto della norma e nel rispetto dei diritti delle persone e degli animali abbiamo cercato di trovare una soluzione cum grano salis». Resta quindi sempre aperta, come detto, la doppia via, anche perché l’ipotesi di trasferire Garibaldi nella struttura protetta di Samassi sotto la tutela dell’associazione Orme è ormai tramontata. (b.m.)
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