La Nuova Sardegna

Sassari

Terminale galleggiante per il gas

di Gavino Masia
Terminale galleggiante per il gas

La Snam: un impianto da 25mila metri cubi servirà le utenze civili e industriali del Nord ovest

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PORTO TORRES. Lo scenario futuro del rigassificatore a Porto Torres prevede la realizzazione di un terminale galleggiante (Fsru) della portata di circa 25mila metri cubi – quale componente fondamentale del progetto “virtual pipeline” – che immetterà il gas sulle reti per servire le utenze civili e industriali del Nord Ovest Sardegna.

La decisione è già contenuta all’interno del Decreto semplificazioni emanato nel 2020, per realizzare il rilancio delle attività produttive in Sardegna, garantendo l’approvvigionamento di energia all’isola a prezzi sostenibili e in linea con quelli del resto d’Italia. Ed è stata ribadita anche nel tavolo di confronto con la società Snam, organizzato dal Consorzio industriale provinciale di Sassari, che ieri mattina ha coinvolto gli attori interessati alla nuova proposta industriale che coinvolge tutta l’isola. Si tratta infatti di una partita che riveste più di una valenza sotto il profilo dell’approvvigionamento energetico e dello sviluppo economico del Nord Ovest della Sardegna. All’incontro hanno preso parte il presidente del Cips Valerio Scanu, il sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas, il presidente di Confindustria centro nord Sardegna, Beppe Ruggiu e, per la Snam Elio Ruggeri, Pablo Turini e Maurizio Zangrandi di Enura.

Il Cips. «È fondamentale che la realizzazione dell’infrastruttura energetica sia compatibile con la programmazione strategica territoriale del Cips – ha detto il presidente Scanu – contenuta nel progetto di riconversione e riqualificazione industriale elaborato e condiviso dalla Regione e dal Mise. In pratica, l’approdo e stazionamento della nave gasiera-rigassificatore dovrà risultare compatibile con la nascita del nuovo polo industriale nello spazio tra la diga foranea e il pontile secchi. Il consorzio ha aperto una linea di comunicazione strategica – ha aggiunto – e sotto questo profilo Snam si è detta favorevole a proseguire le interlocuzioni: nei prossimi giorni il Cips invierà il progetto del nuovo insediamento industriale, incluso il banchinamento dell’area ovest del porto industriale».

Il Comune. Per il sindaco Mulas quella di ieri è stata «un’interlocuzione positiva per fare chiarezza sul contesto in cui verrà attuato il progetto – ha precisato – e abbiamo ricevuto informazioni utili: la prima è che l’orientamento a prediligere gli impianti di rigassificazione marini è contenuto nel decreto semplificazioni. Su questo aspetto insisteremo, anche con le parti sociali, sull’opportunità di valutare ugualmente la possibilità di realizzare l’impianto sulla terraferma, una soluzione che a nostro parere è più congeniale alle caratteristiche del territorio, soprattutto per l’impatto occupazionale. Lavoreremo comunque senza preclusioni, perché riteniamo che il territorio non debba perdere questa occasione, al di là della soluzione individuata. Riteniamo siano maturi i tempi per un nuovo accordo di programma sul futuro industriale del nord ovest della Sardegna. Chiediamo al Governo – conclude – di riprendere in mano la “pratica” Porto Torres per costruire un progetto unitario in cui ogni singola azione – come ad esempio quella del rigassificatore – sia collegata con le altre».

Confindustria. Alla riunione anche il presidente di Confindustria nord Sardegna, Giuseppe Ruggiu: «La dorsale, sulla quale puntava Confindustria, rimane un intervento residuale. Il progetto si chiude poi con il Tirrehyam Link che dovrebbe garantire ai sardi, aziende e cittadini, il pieno inserimento nel mercato elettrico nazionale e agli stessi costi. Auspichiamo massima attenzione alle ricadute sulla centrale di Fiume Santo, sia sull’azienda sia sull’occupazione».

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