La nuova vita del Museo del porto
di Gavino Masia
L’esposizione ricavata nell’ex stazione ferroviaria riaprirà al pubblico sabato prossimo dopo un anno di chiusura
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PORTO TORRES. Il Museo del porto riaprirà le porte al pubblico sabato mattina dopo un anno di chiusura ai visitatori a causa della pandemia. Il tipico edificio industriale del Ventesimo secolo faceva parte dell’ex stazione ferroviaria realizzata nel 1872 ed era nato come un ufficio di spedizione e magazzino per le merci. Dal 2012, in occasione dell’evento Monumenti Aperti, il sito venne “adottato” da Assovela che ne curò l’allestimento provvisorio attraverso le indicazioni dell’antropologa di mare Gabriella Mondardini Morelli. Il successo ottenuto in quella manifestazione, oltre 1200 visitatori in un fine settimana, spinse gli amministratori dell’epoca a concedere una proroga all’apertura che dura ancora.
Negli anni precedenti ha registrato numeri notevoli anche fino a 5mila visitatori all’anno, favorito soprattutto dall’attracco in porto delle navi da crociera, e dal 2015 la struttura gestita da Assovela realizza laboratori didattici destinati agli alunni delle scuole primarie per apprendere la cultura del mare, ponendo l’attenzione sull’importanza della costruzione di un profondo legame fra bambino e territorio. Le esperienze svolte hanno infatti avuto una valenza significativa nell’avviare i bambini alla scoperta dei saperi e delle abilità della tradizione marinara della nostra città: il Museo, svincolato dalla propria rigidità, si è trasformato in uno spazio interattivo e ha consentito agli alunni di muoversi liberamente per entrare in contatto diretto con tutti gli elementi presenti. All’interno è possibile visitare un’esposizione dedicata alla vela latina, che è stata il motore trainante dell’economia turritana fino al 1950 circa, quando tutte le barche da pesca e da trasporto erano armate con questo tipo di vela.
Una filuga è presente all’interno del Museo, che richiude al suo interno particolari salienti di altre tipologie di gozzi. La commissione comunale alla Cultura, presieduta da Antonello Cabitta, ha approvato ieri mattina all’unanimità la realizzazione di un murales, offerto dall'artista turritano Fanzio (Ignazio Fancellu), sul lato del Museo del porto che si affaccia su via Antonietta Bassu: la proposta era stata avanzata dal presidente di Assovela, Lorenzo Nuvoli, e si tratta di un “bozzetto” già esposto all'interno del Museo stesso, e che raffigura la vecchia area portuale con le tradizionali attività legate alla pesca. Come sfondo c’è un'immagine della torre Aragonese affiancata dalla vecchia sede della Capitaneria di porto.
All’interno del Museo sarà esposto anche il motore di aereo militare rinvenuto qualche settimana fa nelle acque del golfo dell’Asinara. «In accordo con il sindaco – ha detto assessore alla Cultura Maria Bastiana Cocco –, riteniamo che sia questo il luogo più adatto ad ospitare e rendere visibile al pubblico il motore della Seconda guerra mondiale dopo l’esame della Soprintendenza».
Negli anni precedenti ha registrato numeri notevoli anche fino a 5mila visitatori all’anno, favorito soprattutto dall’attracco in porto delle navi da crociera, e dal 2015 la struttura gestita da Assovela realizza laboratori didattici destinati agli alunni delle scuole primarie per apprendere la cultura del mare, ponendo l’attenzione sull’importanza della costruzione di un profondo legame fra bambino e territorio. Le esperienze svolte hanno infatti avuto una valenza significativa nell’avviare i bambini alla scoperta dei saperi e delle abilità della tradizione marinara della nostra città: il Museo, svincolato dalla propria rigidità, si è trasformato in uno spazio interattivo e ha consentito agli alunni di muoversi liberamente per entrare in contatto diretto con tutti gli elementi presenti. All’interno è possibile visitare un’esposizione dedicata alla vela latina, che è stata il motore trainante dell’economia turritana fino al 1950 circa, quando tutte le barche da pesca e da trasporto erano armate con questo tipo di vela.
Una filuga è presente all’interno del Museo, che richiude al suo interno particolari salienti di altre tipologie di gozzi. La commissione comunale alla Cultura, presieduta da Antonello Cabitta, ha approvato ieri mattina all’unanimità la realizzazione di un murales, offerto dall'artista turritano Fanzio (Ignazio Fancellu), sul lato del Museo del porto che si affaccia su via Antonietta Bassu: la proposta era stata avanzata dal presidente di Assovela, Lorenzo Nuvoli, e si tratta di un “bozzetto” già esposto all'interno del Museo stesso, e che raffigura la vecchia area portuale con le tradizionali attività legate alla pesca. Come sfondo c’è un'immagine della torre Aragonese affiancata dalla vecchia sede della Capitaneria di porto.
All’interno del Museo sarà esposto anche il motore di aereo militare rinvenuto qualche settimana fa nelle acque del golfo dell’Asinara. «In accordo con il sindaco – ha detto assessore alla Cultura Maria Bastiana Cocco –, riteniamo che sia questo il luogo più adatto ad ospitare e rendere visibile al pubblico il motore della Seconda guerra mondiale dopo l’esame della Soprintendenza».
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