«Rafel, una scommessa senza più calcestruzzo»
di Roberto Sanna
La nuova vita dello stabilimento algherese meta delle vacanze di tanti sassaresi La proprietà: «Operativi in luglio e agosto, daremo lavoro a quaranta persone»
3 MINUTI DI LETTURA
ALGHERO. Fa una certa impressione vedere quel tratto tra il Lido Novelli e il campeggio Maristella priva di quella struttura che era così tanto parte del panorama da aver dato, informalmente, il nome alla spiaggia. “Cuguttu” è il nome della toponomastica ma per tutti, da decenni, è “Rafel”. Bar, ristorante e stabilimento balneare che ha fatto la storia delle vacanze anche di tantissimi sassaresi e, dopo essere stato venduto e abbattuto, si prepara a risorgere dalle proprie ceneri.
Il passaggio di consegne si è compiuto la scorsa estate, quando la famiglia Stagnaro, proprietaria dal 1978, ha ceduto la mano a una cordata di giovani imprenditori algheresi guidati da Andrea Pinna, titolare del ristorante Nautilus. E sarà una svolta a 360 gradi per il locale e che lascerà un segno in tutta la zona: «Già quando abbiamo avviato la trattativa avevamo in mente di creare qualcosa di totalmente nuovo – racconta Pinna –. Sarà uno stabilimento moderno, con un ristorante di un certo livello che vogliamo tenere aperto tutto l’anno. All’inizio volevamo anche cambiare il nome e fare un richiamo al Nautilus, poi abbiamo pensato che non sarebbe stato corretto per i due locali che devono comunque restare due entità distinte. Così abbiamo deciso di mantenere il nome, anche perché pochi sanno che quella è la spiaggia di Cuguttu e tutti la conoscono come Rafel. Un nome che identifica un luogo, giusto lasciarla così». Il progetto è ambizioso e le intenzioni non vengono nascoste: «Il perimetro resterà lo stesso, 250 metri quadri, il resto cambierà tutto. Dal design, che non vogliamo svelare, ai materiali utilizzati. Non vogliamo svelare niente adesso perché sarà qualcosa di rivoluzionario per Alghero, forse solo in Costa Smeralda si trova qualcosa di simile. La struttura non poggerà direttamente sulla spiaggia, per rispettare l’ambiente ed evitare allagamenti in caso di piogge, e nella visione dell’ingegnere ci sono soprattutto materiali riciclabili e riutilizzabili, con pochissimo cemento e calcestruzzo. E anche tante vetrate. Sergio Murgia dell’ArTek Studio, che ha redatto il progetto, se lo è veramente studiato e coccolato in tutti questi mesi».
Le ruspe hanno abbattuto il bar e la veranda pochi giorni fa e per ottenere il via libera la strada è stata lunga, trattandosi di lavori che si svolgono direttamente sulla spiaggia: «Ci sono voluti dieci mesi di interlocuzioni con diversi enti e in tutto ventuno firme. Anche perché una piccola parte era di proprietà del Demanio e abbiamo dovuto dimostrare che, dopo i lavori, non perderà valore. La concessione dello stabilimento comprendeva anche una parte di spiaggia che col tempo è andata sommersa e questo ci consentirà di rimodulare tutto, recuperando su un lato gli ombrelloni persi negli anni scorsi. Il ristorante invece avrà 50 coperti all’interno con l’idea di arrivare a 120 con quelli all’esterno, ma credo che solo lavorando potremo capire le vere potenzialità e i numeri». E a proposito di numeri, anche quelli occupazionali potrebbero essere importanti: «L’idea è impiegare 40 persone in estate e 14 in inverno. Vorremmo mantenere il “pacchetto clienti” che già c’era, senza perdere nessuno. Purtroppo la parte burocratica ci ha fatto arrivare “lunghi” con l’inizio dei lavori: contiamo di essere operativi con lo stabilimento per luglio e inaugurare il ristorante in agosto».
Il passaggio di consegne si è compiuto la scorsa estate, quando la famiglia Stagnaro, proprietaria dal 1978, ha ceduto la mano a una cordata di giovani imprenditori algheresi guidati da Andrea Pinna, titolare del ristorante Nautilus. E sarà una svolta a 360 gradi per il locale e che lascerà un segno in tutta la zona: «Già quando abbiamo avviato la trattativa avevamo in mente di creare qualcosa di totalmente nuovo – racconta Pinna –. Sarà uno stabilimento moderno, con un ristorante di un certo livello che vogliamo tenere aperto tutto l’anno. All’inizio volevamo anche cambiare il nome e fare un richiamo al Nautilus, poi abbiamo pensato che non sarebbe stato corretto per i due locali che devono comunque restare due entità distinte. Così abbiamo deciso di mantenere il nome, anche perché pochi sanno che quella è la spiaggia di Cuguttu e tutti la conoscono come Rafel. Un nome che identifica un luogo, giusto lasciarla così». Il progetto è ambizioso e le intenzioni non vengono nascoste: «Il perimetro resterà lo stesso, 250 metri quadri, il resto cambierà tutto. Dal design, che non vogliamo svelare, ai materiali utilizzati. Non vogliamo svelare niente adesso perché sarà qualcosa di rivoluzionario per Alghero, forse solo in Costa Smeralda si trova qualcosa di simile. La struttura non poggerà direttamente sulla spiaggia, per rispettare l’ambiente ed evitare allagamenti in caso di piogge, e nella visione dell’ingegnere ci sono soprattutto materiali riciclabili e riutilizzabili, con pochissimo cemento e calcestruzzo. E anche tante vetrate. Sergio Murgia dell’ArTek Studio, che ha redatto il progetto, se lo è veramente studiato e coccolato in tutti questi mesi».
Le ruspe hanno abbattuto il bar e la veranda pochi giorni fa e per ottenere il via libera la strada è stata lunga, trattandosi di lavori che si svolgono direttamente sulla spiaggia: «Ci sono voluti dieci mesi di interlocuzioni con diversi enti e in tutto ventuno firme. Anche perché una piccola parte era di proprietà del Demanio e abbiamo dovuto dimostrare che, dopo i lavori, non perderà valore. La concessione dello stabilimento comprendeva anche una parte di spiaggia che col tempo è andata sommersa e questo ci consentirà di rimodulare tutto, recuperando su un lato gli ombrelloni persi negli anni scorsi. Il ristorante invece avrà 50 coperti all’interno con l’idea di arrivare a 120 con quelli all’esterno, ma credo che solo lavorando potremo capire le vere potenzialità e i numeri». E a proposito di numeri, anche quelli occupazionali potrebbero essere importanti: «L’idea è impiegare 40 persone in estate e 14 in inverno. Vorremmo mantenere il “pacchetto clienti” che già c’era, senza perdere nessuno. Purtroppo la parte burocratica ci ha fatto arrivare “lunghi” con l’inizio dei lavori: contiamo di essere operativi con lo stabilimento per luglio e inaugurare il ristorante in agosto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
