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cronaca

Unite da un nastro rosso per dire stop alla violenza

Istituzioni, autorità e mondo dell’associazionismo insieme contro le forme di odio In fortissimo aumento le richieste d’aiuto delle donne nell’ultimo anno e mezzo


30 maggio 2021 di Luca Fiori


SASSARI. Unite simbolicamente da un nastro rosso, affiancate da istituzioni, sindaci in fascia tricolore e associazioni di volontariato, hanno scelto piazza d’Italia per lanciare un segnale di speranza e di sostegno verso chi si sente solo e per ribadire con forza il loro no a ogni forma di violenza.

La prima uscita pubblica della Commissione pari opportunità del Comune di Sassari è stata baciata da una mattinata quasi estiva che ha attirato in centro alcune centinaia di persone che non sono volute mancare all’evento organizzato in collaborazione con la presidenza del Consiglio comunale.

L’obiettivo dichiarato dalle commissarie al momento dell’insediamento era stato quello di creare un organismo che desse voce a tutte le donne della città, tenendo conto del tessuto sociale e delle diversità presenti. La pandemia ha rallentato purtroppo anche il loro lavoro che ora riprenderà con l’impegno di recuperare il tempo perduto, ma non certo i casi di violenza.

Lo scorso anno le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, sono aumentate infatti in Italia del 79,5 percento rispetto al 2019, sia per telefono, sia via chat (più 71 percento). Il boom di chiamate si è avuto a partire da fine marzo in pieno lockdown, con picchi ad aprile (più 176,9 percento rispetto allo stesso mese del 2019) e a maggio (più182,2 percento rispetto a maggio 2019). Sul piazzale del palazzo della provincia, che ha visto il coro di Pozzomaggiore esibirsi in apertura della manifestazione, è stato dedicato un pensiero alle vittime della violenza e in particolare al povero Mirko Farci, ucciso venti giorni fa a Tortolì nel tentativo di proteggere sua madre. «L’esempio più recente - ha detto il presidente del consiglio comunale Maurilio Murru - di come la violenza debba essere combattuta e fermata già dopo i primissimi segnali. Non possiamo permettere che altre vittime vengano lasciate sole a pagare un prezzo così alto, a pagare con la vita».

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