Movida soft sognando la zona bianca
di Andrea Massidda
Nell’ultimo weekend prima della fine del coprifuoco i sassaresi hanno invaso il centro storico ma nel rispetto delle regole
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SASSARI. Le piazze gremite di giovani, i ristoranti con i tavoli all’aperto strapieni, i costumi da bagno tirati fuori dall’armadio in fretta e furia per andare a Platamona o ad Alghero. Se il gelido maestralino dei giorni scorsi avesse soffiato ancora subdolamente, o se una delle ultime perturbazioni primaverili si fosse presentata di nuovo sotto forma di nuvoloni gonfi di pioggia, è chiaro che non sarebbe andata così. Ma nel weekend scorso il tempo (nel senso meteorologico del termine) è stato assai clemente e i sassaresi si sono goduti in anticipo i primi sprazzi di zona bianca invadendo letteralmente il centro storico e le spiagge, seppure rimanendo ligi alle regole del coprifuoco. Prove generali di “normalità” iniziate sin da sabato pomeriggio, quando da piazza Mazzotti a piazza Tola, da piazza d’Italia a via Torre Tonda, strade e locali sono stati letteralmente presi d’assalto da cittadini che, per quanto ansiosi di riappropriarsi di uno stile di vita normale, hanno osservato (quasi sempre) l’obbligo di mantenere la mascherina, il cosiddetto distanziamento sociale e la norma che impone di chiedere il conto poco prima delle 23.
Unici, tutto sommato perdonabili trasgressori, alcuni studenti dell’Erasmus, che senza fare baccano hanno proseguito la nottata riuniti in una piazzetta della città vecchia a ridere e a discutere di esami ancora da affrontare. Ragazzi francesi, polacchi e soprattutto spagnoli – del resto la movida l’hanno inventata loro – come Antonio (24 anni, di Cordoba), Manuel (20 anni, di Burgos) o Javier (21 anni, di Salamanca). «Lo che in questo momento siamo fuorilegge – dice sorridendo quest’ultimo, prossimo a laurearsi in Giurisprudenza –, ma mi piace l’idea che le persone possano leggermente disubbidire a certe regole esagerate».
Per il resto, come assicurano i ristoratori del centro, le serate di sabato e di ieri si sono svolte all’insegna del massimo buonsenso. «Non abbiamo avuto bisogno di insistere – racconta Valeria Muzzu, titolare del locale de L’angolo del caffé, in via Torre Tonda –, tutti i nostri clienti sono andati via all’ora giusta». E Giulia, una cameriera: «Credo che sia più semplice gestire i ragazzi qui al bar, dove sono tutti rispettosi delle regole e sono controllati dal personale. I problemi sulla sicurezza rispetto alla pandemia – aggiunge –, paradossalmente potrebbero essere accentuati da un eventuale coprifuoco estivo, perché i giovani si organizzano da soli per la strada o dentro le case private».
Anche Fabio Masia, titolare della Vineria Tola, nell’omonima piazza, conferma che la serata si è conclusa quando è iniziato il coprifuoco e che i clienti sono andati via spontaneamente senza fare storie. «Finalmente – dice – da martedì prossimo potremo aprire senza problemi anche all’interno»
Unici, tutto sommato perdonabili trasgressori, alcuni studenti dell’Erasmus, che senza fare baccano hanno proseguito la nottata riuniti in una piazzetta della città vecchia a ridere e a discutere di esami ancora da affrontare. Ragazzi francesi, polacchi e soprattutto spagnoli – del resto la movida l’hanno inventata loro – come Antonio (24 anni, di Cordoba), Manuel (20 anni, di Burgos) o Javier (21 anni, di Salamanca). «Lo che in questo momento siamo fuorilegge – dice sorridendo quest’ultimo, prossimo a laurearsi in Giurisprudenza –, ma mi piace l’idea che le persone possano leggermente disubbidire a certe regole esagerate».
Per il resto, come assicurano i ristoratori del centro, le serate di sabato e di ieri si sono svolte all’insegna del massimo buonsenso. «Non abbiamo avuto bisogno di insistere – racconta Valeria Muzzu, titolare del locale de L’angolo del caffé, in via Torre Tonda –, tutti i nostri clienti sono andati via all’ora giusta». E Giulia, una cameriera: «Credo che sia più semplice gestire i ragazzi qui al bar, dove sono tutti rispettosi delle regole e sono controllati dal personale. I problemi sulla sicurezza rispetto alla pandemia – aggiunge –, paradossalmente potrebbero essere accentuati da un eventuale coprifuoco estivo, perché i giovani si organizzano da soli per la strada o dentro le case private».
Anche Fabio Masia, titolare della Vineria Tola, nell’omonima piazza, conferma che la serata si è conclusa quando è iniziato il coprifuoco e che i clienti sono andati via spontaneamente senza fare storie. «Finalmente – dice – da martedì prossimo potremo aprire senza problemi anche all’interno»
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