Raccolta dei rifiuti a Sassari, prove di ripartenza dopo sei mesi da incubo

Scade la fase transitoria del maxi appalto di sei anni da 130 milioni. La Rti fa le prime assunzioni e riorganizza il servizio ma la tensione resta alta

SASSARI. Gretas è diventata grande. Martedì 1 giugno è scaduta la fase transitoria di sei mesi del maxi appalto per la raccolta rifiuti cittadina: 130 milioni per 6 anni e 6 mesi e una partenza che definire in salita sarebbe riduttivo.

I problemi che la Rti formata da Ambiente Italia, Formula Ambiente e Gesenu ha dovuto affrontare non si contano, a iniziare da relazioni sindacali tempestose (con una giornata di sciopero già in cassa e altre due ancora da cancellare, proclamate per fine mese), proseguendo con gravi carenze nell’organizzazione del cantiere e nell’erogazione dei servizi, che sono stati in parte rimodulati, e concludendo con l’errore nell’installazione di un migliaio di nuovi cassonetti per carta e plastica che il Comune ha chiesto di sostituire, pena una penale da capogiro da 75mila euro al giorno.


Una situazione caldissima, che si è tramutata in un servizio scadente e una città sporca come mai si era vista, a cui però tutti sembrano intenzionati a porre rimedio.

Il Comune prima di tutti, che dopo aver pazientato per sei mesi (erogando comunque penali per oltre 100mila euro), ha chiesto un deciso cambio di passo, agevolando l’Rti sia sulla partita cassonetti (potrebbe essere sufficiente modificarli, aggiungendo un pedale per l’apertura, attualmente a mano), sia sull’allargamento del porta a porta, slittato, con i cassonetti che spariranno solo il 1 luglio, e non da oggi come inizialmente previsto, dalle zone Capitali e Luna e Sole.

L’Rti poi, che sembra intenzionata a migliorare le spigolose relazioni sindacali e ha firmato lo scorso 12 maggio un protocollo di intesa con tutte le sigle che, se rispettato, sminerebbe alcune delle partite più calde legate a mansioni, piano ferie, indennità e sicurezza aziendale. L’aria che si respira in cantiere è ancora tesa, ma almeno i toni, a quanto riferiscono gli operai, sono migliorati, e gli effetti delle promesse si dovrebbero dispiegare nei prossimi giorni, complice anche una semplificazione del quadro aziendale, al momento abbastanza caotico come la catena di comando.

I sindacati infine, che dopo il muro contro muro iniziale hanno deciso di dare credito all’azienda, complice anche lo sblocco delle attese assunzioni, dieci già fatte e dieci nei prossimi giorni. Non tutte quelle promesse ma sufficienti a garantire le ferie in un settore sotto pressione da mesi.

Molte le criticità da limare, con i nuovi mezzi che non sono ancora tutti arrivati, i “pescecani” che continuano a uscire a orari sballati, svuotando cassonetti nelle ore di punta del traffico mattutino invece che alle prime luci dell’alba, un sistema di spazzamento completamente da ridisegnare, e a cui l’Rti sta mettendo mano, almeno in parte.

La speranza è che il fondamentale servizio finalmente decolli, anche perché le riaperture porteranno un inevitabile, e benvenuto, aumento della produzione dei rifiuti da parte dei locali pubblici, e la situazione sanitaria comunque da tenere sotto controllo impone una cura raddoppiata per la gestione dell’igiene cittadina. Quel che è certo è che Gretas è diventata grande, e gli errori non sono più ammessi. E, visto il quadro di sanzioni previsto dal nuovo appalto, se la Rti non rimetterà tutto a posto in tempi brevi le conseguenze potrebbero essere pesantissime.
 

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