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Progetto Spazio Donna: la parità di genere spiegata ai più giovani

Progetto Spazio Donna: la parità di genere spiegata ai più giovani

OZIERI. Bilancio positivo per il progetto “Pari. Parità e Rispetto”, iniziativa di educazione, prevenzione e contrasto alla violenza di genere del servizio Spazio Donna del centro per la famiglia...

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OZIERI. Bilancio positivo per il progetto “Pari. Parità e Rispetto”, iniziativa di educazione, prevenzione e contrasto alla violenza di genere del servizio Spazio Donna del centro per la famiglia Lares del Plus del distretto sanitario di Ozieri, gestito dal Consorzio Network Etico. Il progetto, conclusosi a maggio, puntava a diffondere tra i bimbi delle scuole elementari e medie un’educazione alla parità di genere, al rispetto e valorizzazione delle differenze di genere prestando particolare attenzione agli stereotipi e ai ruoli sessuali presenti nella società.

Da marzo a maggio gli alunni di sei classi dell’istituto comprensivo di Ozieri - tre quinte della primaria e tre prime secondaria - sono stati coinvolti nel progetto grazie alle informazioni fornite dalle operatrici Lares alle loro insegnanti, parti attive in tutto il percorso della scuola secondaria di primo grado. «Le docenti che hanno aderito al progetto - spiegano da Lares -, hanno lavorato in maniera appassionata con gli alunni, seguendo le tracce di lavoro fornite dalle operatrici affrontando i concetti di stereotipo di genere e pregiudizio e ruoli sessuali che, molto spesso, portano a comportamenti violenti e discriminazioni di genere già dall’età scolare: un riconoscere, perciò, i modelli sociali e culturali interiorizzati». Il risultato finale è stata la creazione di elaborati da parte degli alunni, oggetto poi di una riflessione condivisa. «Ci hanno colpito le risposte degli alunni, in alcuni casi ci hanno sorprese - dicono le operatrici -. Hanno raggiunto molti degli obiettivi che il progetto si prefiggeva. Lavorando sulla tematica degli stereotipi intrinsechi nei messaggi pubblicitari, per esempio, hanno dimostrato di avere proprie modalità di pensiero, proprie esigenze soggettive e gusti personali, piuttosto che delle preferenze imposte dalla società che li circonda».

Il progetto, accolto con entusiasmo dagli studenti, ha fatto inoltre emergere nei ragazzi un forte senso di giustizia e di equità, «emerso nel momento in cui sono stati messi di fronte alla risoluzione di una condizione di disparità di genere». È emersa inoltre una forte necessità dei ragazzi di essere ascoltati, che ha fatto capire l’utilità di progetti come questo, ancorché svolti in modalità a distanza. (b.m.)

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