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Sei cuccioli abbandonati nel nuraghe

Sei cuccioli abbandonati nel nuraghe

Giave. Due escursionisti hanno salvato gli animali che sono stati subito adottati

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GIAVE. Nei giorni scorsi uno scatolone, anonimo come tanti altri, abbandonato da ignoti nelle vicinanze del Nuraghe ‘e Oes ha stimolato la curiosità di due giovani di Serramanna, Fabrizio Pinna e Alessandra Cossu che, con la compagnia della fedele cagnolina Farah, seguivano un programma di esplorazione e promozione di itinerari alternativi della Sardegna. Un impegno interessante e piacevole, seguito con particola attenzione sui canali social di Facebook e Instagram e che, domenica scorsa, aveva come meta quel sito archeologico. All’interno del contenitore improvvisato guaivano disperatamente sei cuccioli di cane, uno bianco e cinque pezzati.

Doveva essere una giornata dedicata allo shooting fotografico a Nuraghe ’e Oes, un monumento imponente che fa parte di alcuni complessi che circondano la reggia nuragica di Santu Antine di Torralba dal quale dista circa ottocento metri, la passeggiata fotografica dei due giovani si è trasformata in un’operazione che ha consentito il salvataggio dei cuccioli. Immediatamente è stato postato sui social l’appello e la risposta è stata altrettanto celere. È stata informata l’archeologa Nadia Canu, responsabile per il Nuraghe Oes, e subito dopo il sindaco Gian Mario Chessa che hanno preso in carico i cuccioli e fatto intervenire i veterinari per le prime cure, necessarie in particolare per curare un’infezione oculare. I cuccioli sono stati presi in consegna dall’associazione no-profit “Quattro Zampe Rescue Sardinia” e in brevissimo hanno già trovato chi si occuperà di loro.

Il sindaco Gian Mario Chessa ha ringraziato per il supporto logistico il capitano dei barracelli, Gabriella Cossu, intervenuta immediatamente sul posto per recuperare i cuccioli e portarli al sicuro, e l’associazione no profit che ha preso in carico la cucciolata: «Speriamo tanto che questi episodi non si ripetano più – ha osservato –. Abbandonare gli animali è un gesto disumano e incivile». Chessa ha quindi invitato i due giovani “soccorritori”, Fabrizio e Alessandra, a una nuova visita del sito per documentare,con un adeguato shooting fotografico e promuovere lo splendido Nuraghe ‘e Oes, noto soprattutto per le insolite caratteristiche costruttive della torre principale, e nel quale, a breve, dovrebbero essere avviati i lavori di restauro.(e.m.)

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