Divina Provvidenza: si licenzia

Nella casa di riposo via alla procedura di esubero del personale: in 25 rischiano il posto di lavoro

SASSARI. Venticinque licenziamenti in vista alla Casa Divina Provvidenza. La Fondazione sta comunicando a sindacati e rappresentanze aziendali di aver avviato la procedura di riduzione del personale. Un epilogo che amareggia, ma non sorprende. Dopo la crisi di liquidità in cui è piombata la casa di riposo, tra rette bloccate dai pignoramenti dei dipendenti in credito sugli stipendi e mancato rinnovo del fido bancario sul conto corrente dell’istituto, il consiglio d’amministrazione aveva deciso di dimettere i 76 ospiti. E con meno ricoverati (attualmente 51 ma entro questo mese di giugno saranno al massimo 24) è venuta meno la necessità di mantenere la stessa forza lavoro. E cioè 44 dipendenti a tempo indeterminato e tre con contratto a tempo determinato.

E una nuova bomba che deflagra nell’istituto fondato da padre Manzella per assistere malati cronici e derelitti. Proprio nei giorni scorsi un gruppo di lavoratori ha inviato una lettera al presidente della giunta regionale, Christian Solinas, sollecitando una risposta celere sulla richiesta di commissariamento avanzata dal Comune di Sassari. Una parte del personale, infatti, preme per l’arrivo di un commissario che possa mettere definitivamente ordine nella gestione. Al contrario il cda del ricovero per anziani si è opposto, convinto che la Fondazione Divina Provvidenza debba continuare la sua missione.

All’avvio dei licenziamenti collettivi l’amministrazione della struttura afferma di essere stata costretta con la riduzione degli ospiti e gli alti costi del personale che ha un contratto degli enti locali e in vista di un risanamento aziendale. Diversamente si rischierebbe di chiudere lo storico ospizio dove alcuni dei ricoverati soggiornano da decenni con continuità. Insomma, in piazza Sant’Agostino dicono che è stato un passo inevitabile dover ridurre l’organico vista la situazione finanziari e che era nell’aria già da mesi. Anzi, si è cercato di limitarlo il più possibile, almeno per ora.

La scure dei tagli calerà in tutti i reparti e settori. Nell’amministrazione è previsto l’esubero di un dipendente con mansioni direttive, di un’addetta ai rapporti con gli ospiti e di un’impiegata che si occupa della turnazione del personale. Saranno mandati a casa un infermiere e un ausiliario che si occupa delle pulizie, nel servizio di cucina e somministrazione pasti verranno licenziati tre ausiliari. Gli esuberi maggiori sono individuati tra gli Oss: in 17 dovranno lasciare il lavoro.

Intanto a peggiorare le cose potrebbero arrivare nuove richieste di fallimento. Giovanni Piras, segretario della Csa, le annuncia da parte di alcuni lavoratori che non hanno ancora ottenuto il saldo delle loro spettanze. Una situazione sempre più ingarbugliata, quindi. Che sta avendo riflessi pesanti anche sugli ospiti e le loro famiglie, alle quali è stato praticamente “intimato” di portar via i loro familiari.

I dipendenti che hanno scritto al presidente regionale Solinas per avere risposte sul commissariamento ricordano nella lettera che «tra i cinquanta ricoverati ancora presenti ci sono alcuni che da mezzo secolo considerano “Divina Providenza” la loro casa e che costituiscono un patrimonio umano della nostra società che va salvaguardato e rispettato, difeso e tutelato. Ed è per questo che noi stiamo lottando in attesa che si proceda quanto prima al commissariamento, così che finalmente sia fatta chiarezza sulla gestione della Casa della Divina Provvidenza che in questi anni ha portato la Fondazione allo stato di difficoltà dichiarato».

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