L’ex pompiere si diploma con 100
di Luca Fiori
Domenico Masala, vigile del fuoco in pensione, ha conseguito il titolo di perito all’istituto industriale
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SASSARI. Da ragazzino aveva sbagliato indirizzo scolastico, appassionato di meccanica si era iscritto ai Ragionieri, ma aveva capito presto che stare dietro a una scrivania non faceva per lui e aveva accantonato l’idea del diploma.
Così a 16 anni Domenico Masala, sassarese nato in via Sant'Apollinare, era finito a fare il meccanico dentro un’officina e a 19 era partito come militare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Nel 1976, a 23 anni, questo signore che oggi ne ha sessantotto, appassionato di ciclismo, padre di tre figli e nonno di cinque nipotini, aveva realizzato il primo dei suoi sogni: diventare un pompiere effettivo.
Con la divisa cucita addosso come una seconda pelle, per oltre trent’anni Domenico Masala si è tolto tante soddisfazioni, ma in testa per tutta la vita gli era rimasto un tarlo che continuava a riportarlo a quella scelta sbagliata fatta dopo la terza media.
Così cinque anni fa, dopo aver appeso la divisa e l’elmetto al chiodo già da qualche anno, Domenico il pompiere con la faccia da ragazzino, ha deciso che era giunto il momento di rimediare a quell’errore di gioventù. Raccolte le informazioni sui corsi, nel 2016 si è iscritto all’istituto tecnico industriale “Angioy” di Sassari nell’indirizzo di “Meccanica, meccatronica ed energia” e per cinque anni - pandemia compresa - ha frequentato i corsi serali come i suoi compagni più giovani. Confrontandosi negli ultimi due anni scolastici anche con i disagi dovuti alla didattica a distanza.
Ma a chi come lui ha salvato vite umane e lottato con il fuoco per tutta la vita, la “Dad” non sarà sembrata niente di più di una passeggiata in bicicletta. I risultati alla fine gli hanno dato ragione. Giovedì mattina il suo esame orale, durante il quale ha incantato i commissari commentando un passaggio dei Promessi Sposi, è stato giudicato con il massimo dei voti:100.
Il suo alla fine è stato un percorso formativo al contrario: prima la pratica- in officina come meccanico e poi con la divisa da pompiere - e poi lo studio della teoria sui banchi di scuola. Ora a quasi 70 anni con in tasca quel “pezzo di carta” che gli era sfuggito cinquant’anni fa, l’ex pompiere potrebbe decidere di proseguire gli studi e cercare un corso di laurea adeguato alle sue passioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così a 16 anni Domenico Masala, sassarese nato in via Sant'Apollinare, era finito a fare il meccanico dentro un’officina e a 19 era partito come militare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Nel 1976, a 23 anni, questo signore che oggi ne ha sessantotto, appassionato di ciclismo, padre di tre figli e nonno di cinque nipotini, aveva realizzato il primo dei suoi sogni: diventare un pompiere effettivo.
Con la divisa cucita addosso come una seconda pelle, per oltre trent’anni Domenico Masala si è tolto tante soddisfazioni, ma in testa per tutta la vita gli era rimasto un tarlo che continuava a riportarlo a quella scelta sbagliata fatta dopo la terza media.
Così cinque anni fa, dopo aver appeso la divisa e l’elmetto al chiodo già da qualche anno, Domenico il pompiere con la faccia da ragazzino, ha deciso che era giunto il momento di rimediare a quell’errore di gioventù. Raccolte le informazioni sui corsi, nel 2016 si è iscritto all’istituto tecnico industriale “Angioy” di Sassari nell’indirizzo di “Meccanica, meccatronica ed energia” e per cinque anni - pandemia compresa - ha frequentato i corsi serali come i suoi compagni più giovani. Confrontandosi negli ultimi due anni scolastici anche con i disagi dovuti alla didattica a distanza.
Ma a chi come lui ha salvato vite umane e lottato con il fuoco per tutta la vita, la “Dad” non sarà sembrata niente di più di una passeggiata in bicicletta. I risultati alla fine gli hanno dato ragione. Giovedì mattina il suo esame orale, durante il quale ha incantato i commissari commentando un passaggio dei Promessi Sposi, è stato giudicato con il massimo dei voti:100.
Il suo alla fine è stato un percorso formativo al contrario: prima la pratica- in officina come meccanico e poi con la divisa da pompiere - e poi lo studio della teoria sui banchi di scuola. Ora a quasi 70 anni con in tasca quel “pezzo di carta” che gli era sfuggito cinquant’anni fa, l’ex pompiere potrebbe decidere di proseguire gli studi e cercare un corso di laurea adeguato alle sue passioni.
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