AGRARia
Amnesty International una rosa gialla per la festa di 60 anni
SASSARI. Amnesty International Sassari ha celebrato i sessant’anni di attività e di lotte con la piantumazione di una rosa gialla all’ingresso dei giardini del Dipartimento di Agraria. Una location...
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SASSARI. Amnesty International Sassari ha celebrato i sessant’anni di attività e di lotte con la piantumazione di una rosa gialla all’ingresso dei giardini del Dipartimento di Agraria. Una location significativa scelta per sensibilizzare le giovani generazioni e quindi evidenziare come la tutela dell’ambiente oggi più che mai vada di pari passo con la tutela dei diritti umani.
«Il degrado ambientale, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, la deforestazione, la perdita di produttività del suolo e la desertificazione – come ha affermato la rappresentante di Amnesty Sassari Marcella Sanna – sono fenomeni che stanno avendo un impatto terribile sui diritti umani, amplificando le disuguaglianze già esistenti e costringendo milioni di persone a lasciare i propri territori per sopravvivere».
La giovane attivista Roberta Passaghe ha presentato un breve resoconto di sessant’anni battaglie, specificando come «cura e impegno siano indispensabili per far crescere una pianta, allo stesso modo in cui cura e impegno sono richiesti a tutti affinché i diritti fondamentali di ciascun essere umano siano rispettati ovunque».
Passaghe ha elencato alcune delle azioni fondamentali su cui è concentrata al momento la sezione italiana. Tra queste la campagna “Io lo chiedo”, che in linea con la convenzione di Istanbul mira a introdurre l’elemento del consenso in materia di stupro nel Codice penale, e la campagna relativa all’introduzione dei codici identificativi per le forze di polizia, lanciata per la prima volta nel 2018.
«Il degrado ambientale, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, la deforestazione, la perdita di produttività del suolo e la desertificazione – come ha affermato la rappresentante di Amnesty Sassari Marcella Sanna – sono fenomeni che stanno avendo un impatto terribile sui diritti umani, amplificando le disuguaglianze già esistenti e costringendo milioni di persone a lasciare i propri territori per sopravvivere».
La giovane attivista Roberta Passaghe ha presentato un breve resoconto di sessant’anni battaglie, specificando come «cura e impegno siano indispensabili per far crescere una pianta, allo stesso modo in cui cura e impegno sono richiesti a tutti affinché i diritti fondamentali di ciascun essere umano siano rispettati ovunque».
Passaghe ha elencato alcune delle azioni fondamentali su cui è concentrata al momento la sezione italiana. Tra queste la campagna “Io lo chiedo”, che in linea con la convenzione di Istanbul mira a introdurre l’elemento del consenso in materia di stupro nel Codice penale, e la campagna relativa all’introduzione dei codici identificativi per le forze di polizia, lanciata per la prima volta nel 2018.
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