La maggioranza propone l’harakiri ai Lorenzoni

“Castelsardo bene comune” vuole riprendersi le presidenze delle commissioni I consiglieri, da tempo all’opposizione, rilanciano: «Dimettetevi in massa voi»

CASTELSARDO. Nuovo braccio di ferro politico al Comune di Castelsardo. La maggioranza del sindaco Antonio Capula vuole riprendersi le presidenze delle commissioni consiliari che erano state affidate ai consiglieri Grazia e Angelo Lorenzoni.

Nei giorni scorsi il gruppo di “Castelsardo bene comune” ha formalizzato la richiesta di dimissioni con una lettera inviata agli ex compagni di gruppo, che nei mesi scorsi erano andati via sbattendo la porta.

La lettera. Sintetizzando all’osso, il gruppo di maggioranza ha chiesto ai due Lorenzoni di fare harakiri. Il ragionamento contenuto nella lettera è più o meno questo: i consiglieri sono fuoriusciti dal gruppone che ha vinto le elezioni e quindi non sono più espressione della maggioranza, non condividendo il programma elettorale e le scelte politiche. E quindi devono liberare le presidenze delle commissioni in cui erano stati eletti, così che la maggioranza possa piazzarci i propri nomi. Seguono le firme dei consiglieri Marzia Lepori, Salvatore Carboni (capogruppo di maggioranza), Emanuela Loriga, Antonello Capula e Gianluca Murroni.

La replica. Dura la replica dei Lorenzoni. Prima hanno smentito seccamente di aver rinnegato il programma elettorale, che hanno sottoscritto essendo tra gli artefici della lista Capula, e poi hanno rilanciato contestando la «mancanza di capacità o forse l’effettiva volontà» a realizzarlo da parte dell’attuale maggiorana. E quindi, sempre secondo il ragionamento dei Lorenzoni, semmai sono i consiglieri della maggiorana ad aver abdicato al proprio programma. Anche perché starebbero invece seguendo quello presentato dal gruppo di riferimento delle precedenti amministrazioni a guida “Cuccureddu”. In altri termini, i Lorenzoni non vogliono assolutamente lasciare, e hanno anche depositato una mozione per approfondire il caso in aula.

La mozione. «Le dimissioni riguardano un aspetto personale – si legge nel testo che arriverà in aula – e non sono soggette a richieste sporadiche e velleitarie di chicchessia, e se così fosse i castellanesi avrebbero preteso da molto tempo le dimissioni del sindaco e di tutti i consiglieri che attualmente non rappresentano più la maggioranza del paese». Di qui la scelta dei Lorenzoni di far votare l’assemblea su un impegno «rispetto delle norme di correttezza e del regolamento del consiglio comunale che prevede l’effettuazione dell’elezione del presidente delle commissioni alla prima seduta per l’intera durata del mandato amministrativo, senza la possibilità di ripensamenti, conferma della fiducia o la possibilità di revoca o di richiesta di dimissioni».

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